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Vigonza: si sperimenta l’ambulanza notturna

Finalmente dopo tante battaglie il Partito Democratico di Vigonza è riuscito a raggiungere uno degli obiettivi da sempre prefissato e ben definito per il comune di Vigonza. Sarà infatti disponibile in via sperimentale per circa un anno un ambulanza notturna, che avrà il compito di assistere le persone che chiameranno per qualsiasi problema di salute durante la fascia oraria notturna.

La richiesta del PDambulanza notturna di Vigonza è partita dalla considerazione che il comune di Vigonza fa parte del territorio dell’Usl 15 che più dista dalle sedi ospedaliere di Camposampiero e di Cittadella, rispettivamente 25 e 35 chilometri. Ad oggi le ambulanze operative durante il giorno sono 6, delle quali 2 sono dislocate a Cittadella, 2 a Camposampiero, una a Piazzola sul Brenta ed una a Vigonza, mentre quelle in orario notturno sono soltanto 2 e coprono il territorio di Cittadella e Camposampiero. Anche la disponibilità di auto mediche in supporto al servizio di ambulanza sono molto limitate. Se ne contano appena due, che riescono a coprire solamente Cittadella e Camposampiero.

E proprio per questo motivo il territorio vigontino risultava scoperto di un’assistenza medica immediata e veloce di un ambulanza e/o di un auto medica. Solitamente il servizio di ambulanza veniva fornito dall’ospedale di Padova, ma essendo oberato di chiamate, non riusciva a garantire una risposta efficiente. Oggi invece le cose sembrano essere cambiate. E infatti grazie alla vittoria del Partito Democratico, i residenti potranno avere il “privilegio” di avere un’ambulanza a disposizione, pronta a correre immediatamente ad ogni soccorso richiesto in una delle sette frazioni del comune di Vigonza. Sempre dal centrosinistra è sottolineata da tempo la contraddizione di Vigonza che, pur trovandosi alle porte della città, deve far riferimento all’Uls di Cittadella – Camposampiero per le chiamate d’emergenza. Ai pazienti infatti non è concesso di scegliere dove essere trasportati dal 118, i cui operatori sono tenuti al trasporto nell’ospedale più vicino ma all’interno del territorio della stessa Uls. Anche in questo caso il Pd si è mobilitato per cambiare una consuetudine che penalizza i cittadini.

di Manuel Glauco Matetich

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