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Attive Terre: Teatri come altri teatri

Attive TerreIl 22 aprile presso i locali del Liceo Scientifico Galilei si è tenuto il secondo incontro nell’ambito dell’attività di Incontri tematici di approfondimento dell’Associazione attive Terre, del percorso didattico afferente il Laboratorio Teatrale.  L’incontro si è svolto con il dott. Vincenzo Longo e i ragazzi che partecipano al laboratorio teatrale del progetto “Teatr(o)rbo guidati dalla professoressa Isabella Aino e dal Professor Vittorio Sacchiero.

Il relatore ha parlato dell’evoluzione del teatro nel tempo: esso rimasto immutato dai tempi dell’antica Grecia, rifiorisce nel 1400, quando essenzialmente è concepito come qualcosa di èlitario.

Lo spettatore odierno  può partecipare, ragionando sul testo che gli viene proposto, oppure può guardare, entrambe le cose hanno il medesimo valore, l’importante è esserne consapevoli, non passivi.

Fondamentale per Longo è stato Terzy Crotowsky, polacco, scomparso nel 1999,  che con la sua opera ha abbattuto la quarta parete, quella che separa il palcoscenico dal pubblico, egli ha rinnovato il teatro “purificandolo” dagli elementi parassitari, mettendo al primo posto il testo e poi il corpo (e tutti gli orpelli che adornano la scena), facendo diventare quest’ultimo un corpo pensante.

Opera miliare per la storia del teatro per il relatore  è “Aspettando Godot”, di S. Beckett, del 1948, un’opera che bene si identifica col concetto di “terza cultura”, la cultura del dialogo, per conoscere l’altro, a differenza della “prima cultura” che si identifica con la teologia, e la “seconda cultura”, che è quella filosofica, e serve per realizzare se stessi nel campo professionale.

L’incontro è poi proseguito con una carrellata dei moderni modi di fare teatro, un teatro che possa consentire ai giovani di fare una rivoluzione senza armi e senza gesti clamorosi: cambiare atteggiamenti con il teatro. E’ stato trattato il teatro dell’invisibile, una specie di flash mob per attirare il pubblico su di un determinato tema, e il teatro dell’oppresso del brasiliano Boal, che vuole portare a conoscenza degli spettatori varie problematiche.

L’ultimo esempio di teatro, quello che Longo spera possa essere una certezza e non un’utopia, è il teatro legislativo, che possa consentire (come avviene in piccole realtà brasiliane) di fare le leggi senza un parlamento, dove alcuni cittadini interpretano ciascuno un ruolo, e si cerca una soluzione ad un problema, ma più’ condivisa possibile.

I ragazzi del progetto teatrale, una trentina, dalla prima alla quinta, hanno seguito la conferenza del relatore con grande interesse, anche perché il dottor Longo, da bravo pedagogista qual è, ha saputo coinvolgere e pungolare opportunamente la sua interessata platea.

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