Home Rodigino Adria Attive terre: un successo dietro l'altro con IDENTIKIT2

Attive terre: un successo dietro l’altro con IDENTIKIT2

Attive terreATTIVE TERRE

El BOMBASIN & LA PENSA

Attive Terre ha presentato lo scorso venerdì 10 aprile, il sesto incontro della serie IDENTIKIT2, al Liceo “Giacomo Badini” di Adria. Animati dal dott. Adriano Salvagnin e il suo gruppo composto da: Doriano Casetta, Sante Garbo, Maurizio Frigato e da Maria Luisa Frigato, si è data rappresentazione di cosa fosse la Maschera Zoomorfa, con la testa di bue, che faticosamente domata dal suo conduttore “boaro”, vagava un tempo ondeggiando e questuando, per le campagne del Polesine.

“Girava spaventando chiunque incontrasse, uomini e animali e cani che”. Inizialmente si sono alternati alla narrazione i significati più profondi, spiegando le origini della maschera, che, in varie forme è diffusa in molte culture e paesi del mondo.

L’uomo che a fatica conduce la bestia, il Bombasin, rappresenta la sua necessità di domare la natura e le forze della terra per sottometterla per ottenere dei vantaggi.

Successivamente sono state spiegate in dettaglio le varie fasi della costruzione della maschera, ricavata tutta, da un tronco, ricoperta da pelli di coniglio e di vacca, dava vita alla maschera che veniva portata sul capo. Il corpo poi era addobbato da nastri rossi e campanelli.

La storia del Bombasin è stata documentata dal prof. Paolo Rigoni, che ne ha messo in luce tutti gli elementi simbolici.

Al termine sempre il Prof. Paolo Rigoni, ha parlato de “LA PENSA” del 1621, ovvero Festa del solstizio d’estate, torneo di piccole imbarcazioni, che si svolgeva il giorno di San Pietro ad Adria.

In chiusura il presidente dell’associazione Attive Terre, Alessandro Andreello, ringraziando per la ricca serata, ha dato appuntamento al prossimo incontro di IDENTI[KIT]2 , venerdì 17 aprile, alle ore 21.00, relatore il Prof. ELIOS ANDREINI, che tratterà “Il cieco di Adria” riscoperta e valorizzazione. Dando seguito alla sua rappresentazione dell’illustre adriese già trattato in un suo libro “Crimini e storia : tra Po e Adige” edito nel 2003.

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