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Bottrighe comune, arrivano le prime soddisfazioni

Bottrighe, Palazzo Civico, già sede municipaleArriva una prima soddisfazione, di valore politico e civile, per il comitato per la ricostituzione del comune di Bottrighe, soppresso con regio decreto fascista nel 1929. La Corte d’appello di Trento ha infatti riconosciuto il danno alla signora Luciana Marangoni, tra i firmatari del documento d’istanza per la ricostituzione del Comune, per aver ricevuto tarda risposta, secondo le normative di legge, dopo ben trentadue anni. E’ stato infatti riconosciuto che gli organi dello Stato hanno dieci anni di tempo per dare una risposta, così ha imposto il Ministero dell’economia a corrispondere un indennizzo di 22.500 euro ed il pagamento delle spese processuali di 540 euro oltre a 970,38 per spese documentate sostenute per il ricorso.

“E’ un riconoscimento – afferma il professor Nicola Dirodi presidente del comitato per il ripristino
dell’autonomia – che lo Stato, al di là delle ragioni giuridiche avanzate dal Consiglio di Stato, che noi non
condividiamo, non può permettersi di impiegare oltre trent’anni prima di fornire una risposta ai propri cittadini”. “Di ciò – ha proseguito il presidente – ringraziamo sentitamente l’avvocato Alessio Morosin del Foro di Venezia che ha seguito con attenzione l’intera vicenda, lo stesso che ha altresì inviato la pratica alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per ottenere quella giustizia che lo Stato italiano ancora non ha riconosciuto”.

Una prima vittoria che ripaga i tanti sforzi e sacrifici sostenuti sulla via della ricostituzione della municipalità. “Ci chiediamo – continua Dirodi – che cosa sarebbe successo se tutti i firmatari avessero potuto rientrare tra gli aventi diritto al rimborso. Purtroppo non ci sono rientrati – afferma con rammarico il presidente – solo per una leggerezza di colui che allora raccolse allora firme. Infatti il professionista aveva omesso di scrivere che i quattro firmatari della richiesta operavano in nome e per conto degli altri, oltre 1500 cittadini. Si sarebbero così ottenuti circa trenta milioni di euro che avrebbero consentito di costruire un’altra Bottrighe, rilanciando il lavoro, l’impresa, la scuola, la viabilità, l’assistenza agli anziani e gli impianti sportivi”.

“In questo modo – prosegue Dirodi – sarebbe stato possibile promuovere un’accelerazione per tutto il tessuto sociale, economico e culturale”. Ed ora la parola passa all’Europa. Una prima battaglia è vinta, e sperare è assolutamente legittimo.

di
Roberto Marangoni

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