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Calcio a 5, parla Andrea Pasianot, allenatore del Meggel

pag. 4MEGGEL ALLENNATORE ANDREA PASIANOTUn giovane allenatore con già una lunga esperienza alle spalle. Andrea Pasianot, trentasettenne mestrino residente a Oriago di Mira, da cinque stagioni è il mister dell’A.s.d. Meggel C5. La squadra, che milita nel campionato di C1, ha già raggiunto una tranquilla salvezza e si avvia a giocarsi con il Vicenza la finale di Veneto Cup il prossimo 19 aprile.

Quando hai deciso di fare l’allenatore?
“Dopo una decina di anni di calcio a 5 giocato tra serie D e C2, sono diventato allenatore dopo un brutto infortunio al ginocchio che non mi ha più permesso di ritornare a giocare. Tutto è iniziato quando una delle società in cui avevo precedentemente militato (Annia Serenissima) mi propose di provare questa nuova esperienza. Questo che si sta concludendo è il mio settimo anno da allenatore: due trascorsi all’Annia Serenissima e cinque alla Meggel, società con cui sono entrato in contatto grazie all’amicizia che mi legava e che mi lega tuttora con l’ex allenatore e con qualche ex giocatore”.

Che tipo di allenamenti richiede questa disciplina?
“Il calcio a 5 è uno sport estremamente diverso dal calcio a 11, nonostante che da fuori possano sembrare molto simili. La valenza fisica, tecnica e tattica hanno un va- lore fondamentale in questo sport e quindi, più alta è la categoria in cui si milita, maggiore è l’impegno richiesto a livello di numero di allenamenti. Crescendo di categoria la fisicità aumenta, ogni minimo errore tattico si paga e i “piedi buoni” diventano sempre più fondamentali”.

In questi anni quali sono state le maggiori soddisfazioni e le delusioni più cocenti?
“Senza dubbio in questi ultimi anni con la Meggel la soddisfazione più grande è stata due stagioni scorse con la vittoria del campionato di C2 e la conseguente pro- mozione in C1. Da incorniciare comunque anche le salvezze ottenute in questi due anni di serie C1. Le delusioni più grandi invece sono state le innumerevoli semifinali di coppa e play-off che in questi anni si sono perse di un nulla. Un vero peccato perché la squadra poteva togliersi qualche soddisfazione in più. Anche questo però fa parte della bellezza dello sport in generale”.

Com’è cambiato questo sport in questi anni vissuti da mister?
“Da quando ho cominciato a giocare a ora che alleno ogni anno ho visto cambiare questo sport in meglio. Allenatori sempre più preparati e giocatori sempre più forti fanno si che l’evoluzione sia continua e che ogni partita diventi spunto di riflessione per uno schema nuovo o un metodo di gioco diverso”.

Cosa significa, da un punto di vista umano, allenare una squadra?
“Non è sicuramente facile! Da giocatore pensi esclusivamente a te stesso, mentre da allenatore lo devi fare per tutti i componenti della rosa. Il segreto per andare avanti è sicuramente la grande passione che mi lega a questo sport, la grande stima che ho per il mio vice Riccardo Rossi e per il presidente Flavio Meggiorin, per la squadra che in questi anni ha dato sempre l’anima e non ultimo il calore del nostro pubblico, sempre pronto a incitarci”.

Il futuro?
“Al momento penso alla stagione che non è ancora finita. Al termine ci sarà tempo per discutere con la società. Per continuare ho bisogno di rinnovati stimoli e nuove sfide, che vorrei continuare a vincere con questi colori sociali”.

Che consiglio dare a un giovane che si affaccia a questo sport?
“A un ragazzo che vuole cominciare a giocare a calcio a 5 consiglierei di affidarsi a società solide con allenatori preparati. Sono proprio i tecnici a creare giocatori del futuro. E’ una grande responsabilità ma allenare e vedere i propri giocatori migliorare di anno in anno e magari fare carriera è una delle soddisfazioni più grandi”.

 

di
Alessandro Cesarato

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