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Commercio, con la primavera parte la ripresa

Mira porteLa ripresa arriva e i segnali ci sono tutti. Riparte infatti il commercio in Riviera del Brenta. Ad assicurarlo è il presidente dell’ Ascom Ennio Materazzo, secondo il quale dopo anni di vacche magre, finalmente le cose non vanno male. Matterazzo non si riferisce solo alla Pasqua appena passata da poche settimane, ma ai primi 4 mesi del 2015.

“Mediamente – spiega Materazzo – abbiamo registrato un aumento dei fatturati fra i nostri associati fra il 10 e il 15% in questo periodo. I settori che tirano di più? L’alberghiero, la ristorazione e anche la tecnologia. Vanno bene anche bar e osterie, e gli agriturismi”. Materazzo spiega che con l’arrivo della primavera sono aumentate le prenotazioni nei classici ristoranti di pesce della Riviera del Brenta, ma anche in quelli specializzati nella carne, e legati a una tradizionale cucina veneta, soprattutto nei comuni più vicini al padovano, come Vigonovo e Stra.

Le novità riguardano diverse categorie merceologiche. “Vanno bene pure i negozi di generi alimentari – spiega – il presidente dell’Ascom. Registriamo un incremento dei consumi dal 10 al 20% in questo settore e questo è un buon segnale. E’ fermo però il settore dell’abbigliamento. Le persone sembrano voler andare avanti ancora con gli abiti degli anni passati. Molti risparmi sul vestiario li fanno le famiglie con i bimbi, che risparmiano pure nel settore della scuola e della cartoleria”. Ci sono però i comparti che ripartono. Sono i negozi legati alla tecnologia, anche se in molti casi le persone non spendono più come 7 anni fa per telefonini e computer. Rispetto al crollo di qualche anno fa comunque, i segnali di inversione di tendenza ci sono tutti. C’è poi l’occasione rappresentata da Expo 2015. “Si prevede l’arrivo in Riviera di decine di migliaia di visitatori in più ogni settimana. Potranno incrementare del 50-60% le attuali presenze negli alberghi, se non di più – assicura Matterazzo. Dobbiamo prepararci ed attrezzarci per poter dare una risposta a queste richieste da maggio a settembre”.

Poi una critica ai Comuni della zona. “Certo – spiega Matterazzo – i sindaci della Riviera aderiscono con entusiasmo alle tante iniziative per proteggere i negozi di vicinato, invitando i cittadini ad andare a comprare lì, ma dall’inizio dell’anno abbiamo assistito alla chiusura di storici negozi. Per fermare grandi supermercati e catene di distribuzione servono, al di là delle parole, anche strumenti di agevolazione fiscale per i negozi di paese che stanno sparendo”. Insomma una ripresa avviata, con qualche ombra però. Tanti negozi storici va detto, infatti, all’inizio del 2015 hanno chiuso i battenti proprio a Mira, il comune più popoloso del comprensorio. Se ne sono andate cartolerie, ortofrutta, negozi di alimentari da anni in difficoltà. Alcuni negozianti hanno amesso pubblicamente di volersi trasferire da Mira in altri paesi vicini del comprensorio, anche per problemi legati alla viabilità che in questi anni li hanno penalizzati pesantemente. L’auspicio è che ora, passata la tempesta, chi è rimasto riesca a ripartire, riuscendo ad offrire servizi che sposano convenienza, qualità e vicinanza al territorio in cui sono inseriti.

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