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Dissolta Unione del Conselvano, restano due comuni

2014-12-22 22.03.26La dissoluzione dell’Unione del Conselvano si è completata subito dopo Pasqua quando nell’ente sono rimasti i soli due Comuni di Conselve e Terrassa. Sono usciti in contemporanea Agna, Arre e Bagnoli di Sopra, i cui consigli comunali hanno approvato il recesso anticipato, previsto dallo statuto dopo le modifiche chieste dagli stessi sindaci intenzionati a lasciare. Si completa così la disgregazione dell’Unione passata in in un mese dai sette Comuni originari agli attuali due, gli unici intenzionati a proseguire sulla strada della condivisione di personale e servizi. I primi ad andarsene dopo molte polemiche sono stati Bovolenta e Candiana. La situazione è precipitata a fine marzo quando Conselve e Terrassa, intenzionati a mantenere l’Unione, hanno forzato la mano affinché i Comuni che avevano annunciato di andarsene lo facessero al più presto per non bloccare l’attività dell’ente.

Preoccupati i sindacati per le condizioni di lavoro dei dipendenti in questo periodo di estrema incertezza. Esiste il serio rischio che i finanziamenti previsti dalla Regione per favorire la creazione dell’Unione del Conselvano, se ricevuti, dovranno essere restituiti quando sarà ufficializzato il fallimento e potrebbe trattarsi di circa 400.000 euro. Con il rientro dei lavoratori nei rispettivi Comuni occorrerà avviare una procedura burocratica che rischia per bloccare gli stipendi per dei mesi, denunciano i rappresentanti sindacali. “Si tratta – dichiara Paola Fungenzi della Fp Cgil – di un clamoroso fallimento della politica, che sarà però pagato dalle famiglie che vivono nei 7 Comuni dell’Unione e dai lavoratori. Ci sono uffici che hanno accumulato 15 mesi di ritardi nelle pratiche e questa situazione non potrà che peggiorare. Non c’è alcuna certezza sui fondi destinati ai dipendenti per i quali in questi mesi non sono stati conteggiati gli straordinari e le ferie, solo per fare un esempio”.

“La posizione – dichiarano Rosanna Bettella e Ivana Fogo dello Spi – è scettica sulle Unioni mentre è favorevole alle fusioni, che garantiscono veri risparmi e l’ottimizzazione dei servizi. Sicuramente però la strada da percorrere non è quella di tornare alla logica dei piccoli comuni, che ormai non hanno le risorse per stare in piedi da soli. E’ una strada non conveniente e non consentita dalla legge”. “La responsabilità – secondo Franco Maisto della Fp Cisl – è dei Comuni del Conselvano che per mesi non ci hanno ascoltato e non hanno tenuto fede a nessuna delle promesse fatte alla cittadinanza. Il progetto sta crollando su se stesso perché mancava un disegno e il minimo di organizzazione necessaria. Siamo di fronte al più brutto esempio di Amministrazione pubblica del Veneto”. Michele Magrini, della Uil Fpl ha insistito sulla “necessità stabilita dalla legge di una massa critica di cittadini e di una determina estensione territoriale per avere diritto alle sovvenzioni previste dalla legge. Il Sindacato ha dato la massima disponibilità a collaborare, ma sono rimasti inascoltati tutti i nostri appelli ad essere coinvolti per dare una mano ad affrontare e risolvere i problemi”.

“Abbiamo chiesto un incontro – ha concluso Francesca Pizzo della Cisl – al Prefetto e all’Assessore regionale, ai quali vogliamo chiedere delucidazioni su quali siano le conseguenze cui incorreranno i Comuni violando la legge Del Rio. E organizzeremo un’assemblea con i cittadini per illustrare loro i rischi di disservizi ai quali vanno incontro e per ascoltare le loro preoccupazioni”.

 

di
Nicola Stievano

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