Home Veneziano Miranese Sud Elettrosmog a Spinea: scuola Mantegna controllata

Elettrosmog a Spinea: scuola Mantegna controllata

rete_elettricaTorna d’attualità il problema dell’inquinamento elettromagnetico a Spinea. A risollevarlo, dopo che era stato uno dei temi caldi nei primi anni 2000, è stato un gruppo di genitori della scuola elementare Mantegna, che non erano parte del dibattito all’epoca dei fatti, e che chiedendo i motivi del sottoutilizzo del plesso scolastico hanno scoperto come i bambini rimangano esposti all’elettrosmog. I fatti: i problemi alla Mantegna sono iniziati nel 2000 e hanno coinvolto anche la vicina materna Grimm, ora sede di associazioni.

Ma è nell’agosto 2010, con la giunta Tessari, che l’Arpav ha comunicato la pericolosità dell’elettrodotto che attraversa Spinea e in particolare Fornase e Graspo d’Ua. Campi magnetici oltre il limite della soglia prevista, si leggeva nella comunicazione, con serio pericolo, in caso di prolungata esposizione, per i bambini. Soluzione: la Grimm, dove i limiti erano totalmente superati, fu chiusa e i bambini spostati alla materna Collodi, dove allora si trovavano le associazioni. La Mantegna invece, il cui superamento dei parametri era limitato a poche aule, fu ampliata e ristrutturata, permettendo il recupero di nuove aule non soggette a elettrosmog e l’utilizzo dei locali rimasti in “zona rossa” solo per poche ore al giorno. Ora i genitori che chiedevano di aprire un’altra classe, viste le numerose richieste, hanno scoperto che questo non è possibile: “Perché parte della scuola non risulta agibile per più di due ore al giorno, a causa dei valori elevati di elettrosmog causati dal passaggio di un elettrodotto ad alta tensione”, scrivono i genitori in una lettera indirizzata al Comune e all’Arpav.

La “zona rossa” riguarda solo un’ala dell’edificio, quella formata dai due locali mensa, dall’aula informatica, dalla biblioteca e dalle aule insegnanti e pittura, oltre che dell’atrio, motivo per cui finora non è stato necessario chiudere l’intera scuola, ma solamente limitare la permanenza dei bambini nei locali incriminati. “Ma tenendo conto del fatto che le aule frequentate dai bambini per 8 ore al giorno sono solo a pochi metri dall’area “critica” – continuano mamme e papà – siamo molto preoccupati per la salute dei nostri figli”. Chiesti pertanto nuovi rilevamenti che l’Arpav effettuerà e i cui esiti comunicherà probabilmente a fine mese. “Questo clima d’incertezza sta causando forte preoccupazione e sta maturando in noi l’idea non solo di non iscrivere i nostri figli in prima, ma anche di spostare i bambini che già frequentano la Mantegna in un’altra scuola”, avvertono però i genitori, che ora vogliono sapere se la parte agibile dell’edificio, quella più frequentata dai bambini, sia abbastanza sotto la soglia prevista per legge.

di
Filippo De Gaspari

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