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Elezioni: almeno otto candidati

comune rovigoAl momento, con il nodo del candidato di Lega Nord e Forza Italia ancora da sciogliere, i candidati ufficialmente in corsa per la poltrona più alta di Palazzo Nodari sono 8, mentre le liste che li sostengono 15.  Al di là del nome scelto con il ballottaggio dell’ultimo minuto che vede in pole il patron della Beng Antonio Monesi, è certo che un ulteriore nono candidato ed almeno tre liste in più faranno parte dell’elenco. Ma non è detto però che i conti finali saranno proprio questi, visto che solo il 25 aprile si saprà quali liste avranno depositato le 200 firme autenticate necessarie.

Non ha problemi il Pd, la cui candidata, Nadia Romeo, è stata la prima a scendere in campo dopo la vittoria alle primarie. Al suo fianco nella corsa verso Palazzo Nodari, oltre al Pd, anche il Psi, una “sua” lista civica, “Rovigo cambia verso”, e la lista “Viva Rovigo” di Stefano Bellinazzi. Fra i punti del suo programma, l’ammodernamento degli istituti scolastici, autorizzazioni in due settimane per chi vuole aprire una nuova impresa al quale si aggiunge la garanzia bancaria per i giovani e l’istituzione di un fondo d’integrazione per gli affitti.

Ovviamente senza alcun apparentamento Ivaldo Vernelli del Movimento 5 stelle. Già assessore alla Cultura, la sua esperienza come direttore del teatro di Verona e presidente di Assoteatro fa sì che proprio la cultura, insieme ai temi ambientali, sia il perno del suo programma, perché, ha spiegato “gli investimenti sulla creatività culturale generano imprenditorialità, occasioni di lavoro qualificato, afflusso di nuove risorse”.

Ha scelto di correre in solitaria anche Sel, che candida l’ex consigliere comunale ed ex segretario Cgil Giovanni Nalin che ha detto no alle lusinghe del Pd incassando anche il sostegno del segretario del Pdci Loris Brusco.

“L’assessorato alle periferie, un centro diurno per ridare una dimora a tutti coloro che vivono ai margini della società e condividere ogni decisione con tutti”: questo il primo abbozzo programmatico di Livio Ferrari, fondatore del Centro francescano d’ascolto, sostenuto da una coalizione formata dalla lista Liberi Cittadini per il Polesine, animata dall’ex 5 stelle Vanni Destro, dalla lista Coscienza comune frazioni e quartieri capeggiata da Matteo Masin e dalla lista la Sinistra per l’Altra Rovigo con Bruna Giovanna Pineda, Diego Foresti e Rosanna Cavazzini.

Riparte dalla sua pluriennale esperienza Paolo Avezzù, che corre la lista di Area Popolare, formata da Ncd, Udc e Scelta Civica, e che ha in cantiere altre due liste, una civica ed una Under 30, puntando su aspetti come un deciso piano di alienazioni, interventi straordinari su strade e marciapiedi, riduzione della Tosap e l’ultimazione del Passante Nord su via Calatafimi.

E’ invece la sicurezza il nucleo forte del progetto amministrativo della senatrice Manuela Munerato, che abbandonata la Lega per passare con Tosi, ha deciso di scendere in campo in prima persona come portacolori “gialla” del sindaco di Verona con la lista Ricostruiamo Rovigo.

Da possibile candidato di tutta la coalizione si è ritrovato a dover correre con il sostegno della sola Presenza Cristiana Antonio Gianni Saccardin, che forte della sua esperienza di ex assessore ai servizi sociali ha proprio in questo ambito le proposte caratterizzanti il suo programma.

Per ultima ma non ultima, la lista “Silvia Menon sindaco” con la quale si candida l’ex consigliere comunale di Rovigo si Ama: “Central Park in Tassina”, asfalto per i marciapiedi, basta premi ai dirigenti comunali, raddoppiare i parcheggi.

di Francesco Campi

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