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Fuga di cervelli, ma c’è chi torna a casa

foto Monica Mion MiranoAma il mare, studia con profitto, vince premi e borse di studio. Ma la storia di Monica Mion, 26 anni, di Zianigo, è particolare per un altro motivo: la sua, infatti, è una fuga di cervelli al contrario. Dopo aver vinto una borsa di studio e trovato impiego all’estero, in Svezia, ha ricevuto la proposta per restare nel profondo nord, con un contratto che in Italia probabilmente si scorderebbe.

Lei, però, tornerà comunque: “A Zianigo ho la famiglia, non c’è nulla di più importante”. In questi mesi Monica lavora a Lysekil, sul Mare del Nord: se rimanesse, avrebbe il futuro quasi assicurato. Ha in tasca una laurea in biologia marina, conseguita all’Università di Padova nel 2013, con una tesi sulla collaborazione tra ricercatori e pescatori per individuare nuove linee guida per piani di gestione. Prima, a 19 anni soltanto, Monica è diventata anche istruttore subacqueo. Un amore smisurato per il mare il suo, studiato e vissuto in prima linea, a fianco dei pescatori e come sub. “Ho iniziato a studiare biologia marina per lo spettacolo che vedevo sott’acqua durante le immersioni – racconta – poi con la tesi ho iniziato a conoscere i pescatori, e imbarcandomi con loro, sono entrata in contatto con il duro lavoro che fanno e le difficoltà che incontrano ogni giorno per vivere. Ma nonostante quello che si possa pensare, loro amano davvero il mare”.

Una doppia passione che Monica vorrebbe trasformare in mestiere. Ma in Italia è difficile, nonostante il mare su tre lati, nonostante Venezia e Chioggia vivano (anche) di pesca. Ma la passione di una vita non si può frenare. Monica racconta così com’è andata: “Dopo la laurea ho continuato a collaborare fino allo scorso dicembre all’Ispra di Chioggia, continuando il lavoro iniziato per la tesi. Ma dopo la laurea ho avuto anche la fortuna di vincere una borsa di studio che mi ha permesso di andare in Indonesia, a fare un corso sull’immersione scientifica e lo studio dei coralli. L’anno scorso ho vinto un’altra borsa di studio, intitolata a Paolo Brancaccio, che mi ha permesso di andare a svolgere un periodo di studio all’estero, e ora mi trovo a Lysekil, in un istituto di ricerca, per sei mesi. Il mio compito è cercare di capire la distribuzione spaziale, l’età, la crescita e la tipologia di riproduzione della tracina (un particolare pesce, ndr) nel Mare del Nord”. Un progetto di ampio respiro, tanto che l’istituto ha offerto a Monica di rimanere anche dopo la borsa di studio. La classica occasione della vita, che però, pare, Monica rifiuterà. “Qui in Svezia sto vivendo un’esperienza fantastica – racconta – di lavoro e di vita. Ma voglio tornare in Italia: i sacrifici che sto facendo all’estero sono per essere più competente in futuro, anche se so che tornando dovrò probabilmente cercare un lavoro diverso dal mio percorso di studi. A Zianigo però ho la famiglia: il lavoro dei genitori è un po’ in crisi, come tutti d’altronde ed é difficile stare lontano. Sono nata qui, la mia famiglia è qui ed è meravigliosa. Questo vale più di ogni altra cosa”. Insomma, una storia particolare che accende una luce di speranza sulla volotà di migliorare delle nuove generazioni.

di
Filippo de Gaspari

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