I pre-requisiti per il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria

scuole_infanziaPer imparare a leggere, scrivere e far di conto, un bambino deve imparare prima una serie di operazioni preliminari che possono essere potenziate sin dalla scuola dell’infanzia. Gli apprendimenti scolastici fin dalle prime classi richiedono l’integrazione di numerose funzioni cognitive e percettivo-motorie: visione, udito, motricità, lateralizzazione, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi, ecc. Quando il rendimento scolastico risulta deficitario, non necessariamente si tratta di poca e inefficace applicazione allo studio, ma si può presumere che si possa trattare di disturbi specifici legati alla capacità di apprendimento. Tali disturbi possono incidere non solo sul piano scolastico, ma anche sullo sviluppo emotivo e sociale del bambino, con perdita dell’autostima e della motivazione a studiare. È importante rilevare precocemente la mancata acquisizione di specifiche abilità di base e dei pre-requisiti, predisponendo adeguate strategie di prevenzione con lo scopo di limitare lo strutturarsi di difficoltà di apprendimento nella scuola primaria. Il periodo della scuola dell’infanzia rappresenta il momento privilegiato per cogliere le modalità di espressione e per prevenire le difficoltà di apprendimento. Quanti sono i genitori che si chiedono se i loro bambini che cominceranno la scuola primaria sono pronti per questa nuova avventura? È per questo che la scuola dell’infanzia svolge un’azione importante in quelli che sono detti prerequisiti, cioè tutte quelle abilità che indicano se il bambino è pronto al grande salto. Già in età prescolare, il bambino, tra i 3 ed i 5 anni dovrebbe aver acquisito determinate abilità specifiche che si dividono in due tipi: esecutivo e costruttivo. Quelle di tipo esecutivo riguardano: la realizzazione della scrittura (intesa come segno grafico), la coordinazione occhiomano, l’orientamento spaziale, la capacità di gestire lo spazio-foglio. Quelle di tipo costruttivo riguardano: le competenze metafonologiche che il bambino deve aver acquisito prima di imparare a leggere e scrivere, cioè la capacità di percepire e riconoscere per via uditiva le lettere che compongono le parole del linguaggio parlato. È importante che genitori e insegnanti osservino il comportamento dei bambini per interve nire tempestivamente. Cosa bisogna osservare? Ad esempio per quanto riguarda il linguaggio se hanno difficoltà ad articolare i suoni che costituiscono le parole; se conoscono il nome di figure ed oggetti comuni; se pronunciano frasi che contengono soggetto – verbo – complemento oggetto; se sanno raccontare un evento; se sanno da quali lettere è composto il loro nome. Per quanto riguarda la coordinazione, se impugnano in maniera corretta la matita; se hanno difficoltà a colorare i disegni ; se riescono ad allacciarsi le scarpe. Relativamente alla memoria, invece, se ricordano la propria età, il nome dei compagni, il proprio indirizzo, se ricordano semplici istruzioni o dove hanno messo un oggetto In merito ai tempi di reazione, se fanno le cose in tempi molto lunghi. Il professionista che si occupa degli aspetti legati ai pre-requisiti dell’apprendimento è il logopedista in équipe con il Neuropsichiatra Infantile o con lo Psicologo specializzato in apprendimento nell’età evolutiva, attraverso lo screening psicolinguistico individuale in ambulatorio o collettivo presso la Scuola dell’Infanzia. Chi è il logopedista? È un professionista sanitario che, formato in ambito universitario, svolge la propria attività nella prevenzione e nel trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica. L’attività logopedica è rivolta all’educazione e rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto, della deglutizione e degli handicap comunicativi.

Studio medico, psicologia, logopedia, pedagogia via Domenico Piva, 14 – Rovigo

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