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Il Parco Colli Euganei resta senza guida e rischia il commissariamento

parco cd protestaIl Parco Colli senza guida. A sorpresa, lo scorso 13 marzo il presidente Gianni Biasetto ha rassegnato le proprie dimissioni da numero uno del Parco Colli. La scelta è arrivata in aperta polemica contro i tagli ed il disinteressamento della Regione nei confronti del Parco: a far traboccare il vaso di pazienza di Biasetto è stata in particolare l’impossibilità di riassumere i quasi trenta operai forestali impegnati da anni nei Colli Euganei e persino la difficoltà nel pagare gli stipendi di marzo per i dipendenti fissi.

Il governo del Parco Colli è retto temporaneamente dal vice Lucio Trevisan, sindaco di Cinto Euganeo, supportato dal comitato esecutivo che comunque resta in carica per 60 giorni dopo le dimissioni. Se entro quella data non sarà individuato un nuovo presidente – e le difficoltà sono notevoli – il Parco rischia il commissariamento. Il passo indietro di Biasetto, pur compreso da quasi tutti gli attori impegnati nella gestione dell’ente, ha creato più di qualche apprensione per le sorti dell’organismo stesso. Il vero problema è quello legato all’attività degli operai stagionali, impegnati in attività come l’abbattimento di cinghiali e la manutenzione dei sentieri: loro restano privi di uno stipendio, il territorio resta orfano di un’attività che ne determina la sopravvivenza.

Lo sa bene Coldiretti Padova, che non ha perso tempo a commentare quanto può accadere ai Colli Euganei, per esempio, in termini di lotta alla proliferazione di cinghiali: “Ai cinghiali non interessano né i problemi del Parco e nemmeno le manovre elettorali in Regione. A loro basta trovare i nostri vigneti e le nostre coltivazioni pronte per essere saccheggiate, meglio se indisturbati. E se avranno un’intera stagione di tregua perché a Venezia ormai tutti pensano solo al voto per loro andrà anche meglio. Non certo per gli agricoltori, ormai alla mercé degli ungulati fra il disinteresse della politica”.

Senza una guida e senza risorse, ma prima ancora senza operai dedicati a questo lavoro, il progetto di contenimento del numero di cinghiali rischia di arenarsi e di vanificare anni di impegno: “Prendiamo atto dell’impegno del Parco nei mesi scorsi con il record di catture e abbattimenti. Ma adesso siamo di nuovo al punto di partenza e non è difficile prevedere che nei prossimi mesi ci troveremo di nuovo a fare la conta dei danni”.
di
Nicola Cesaro

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