Maria Vittoria Tranquilli; una vita per la musica nonostante le difficoltà

maria vittoria tranquilli“La musica è diventata una parte fondamentale della mia vita, che mi aiuta ad avvicinarmi agli altri e ad interagire con i miei coetanei”. Trasmette positività e gioia di vivere la voce di Maria Vittoria Tranquilli, giovane promessa della musica classica, che suona il piano da quando era bambina, ma con una caratteristica che la rende un po’ speciale rispetto ai colleghi. Classe 1998, nata ad Ascoli Piceno, Maria Vittoria è non vedente dalla nascita e “legge” la musica attraverso le sue mani, avvalendosi del metodo Braille. “Non si tratta di un sistema facile – ha raccontato, durante una lunga chiacchierata – dato che non mi da la possibilità di leggere e suonare contemporaneamente. Se non a mani separate, per mettere poi tutto insieme a memoria”.

Difficoltà che, tuttavia, non hanno scoraggiato la giovane artista, che è riuscita a raggiungere traguardi importanti, tra cui la vittoria del primo premio del concorso musicale “Città di Piove di Sacco” nel 2013, e del secondo nel 2014. “Ho iniziato a suonare a 5 anni, seguendo le lezioni di un’insegnante non vedente, che mi ha trasmesso il metodo fin da piccola – ha raccontato – Senza di lei non sarei certamente arrivata al livello in cui sono oggi”. Maria Vittoria, a soli 16 anni, frequenta, infatti, l’ottavo anno al Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo, ma, nella vita di questa vivace adolescente, anche la scuola ha una grande importanza. “Frequento il terzo anno al Liceo Linguistico di Ascoli Piceno – continua – e mi piace molto lo studio delle lingue straniere. La mattina vado a scuola e nel pomeriggio faccio i compiti, ma ogni ritaglio di tempo libero cerco di dedicarlo alla musica, in modo da farla rientrare sempre nella mia giornata: è una passione che voglio portare avanti”.

E proprio lo studio delle lingue straniere ha portato Maria Vittoria ad esibirsi anche all’estero, in Francia, dove si era recata per motivi di studio ma dove ha anche avuto modo di esibirsi, in Irlanda e negli Stati Uniti, a novembre di due anni fa. “L’esperienza vissuta a Piove di Sacco, con il concorso musicale, è stata un’emozione indimenticabile e un’avventura straordinaria – ha detto, lasciando alcune parole in merito a questa esperienza anche nella pagina Facebook del concorso – Sorridevo, ero contenta, magari un po’ agitata ma non mi sono lasciata vincere dall’emozione: sono salita su quel palco e ho affrontato la prova con entusiasmo e grinta, riuscendo ad ottenere il primo premio, una volta, ed il secondo, poi, immersa in una pioggia di applausi calorosi”.

Una sfida, quella di suonare e concorrere insieme ad altri artisti che non hanno la sua stessa caratteristica, ma anche la soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo importante. “Alle persone come me consiglio di andare sempre avanti e non lasciarsi scoraggiare, nonostante le difficoltà, perché è importante vedere cose belle e positive, circondandoci delle persone che ci vogliono bene – ha concluso – visto che, per me, è stato di fondamentale importanza l’amore della mia famiglia, che mi ha sempre dato forza”. Una vita a cento all’ora, per questa sedicenne che sogna di diventare una grande pianista e compositrice, ma vuole continuare a studiare le lingue straniere. E, nella sua genuinità e gioia di vivere, magari potrebbe avere anche molto da insegnare, in un’epoca in cui le difficoltà quotidiane non mancano ma dove si tende, forse troppo spesso, a vedere il bicchiere mezzo vuoto.

 

di Linda Talato

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