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Mirko Santello, ricercatore contro il dolore

doloreLa storia è una di quelle che fa inorgoglire, ma anche riflettere, anche se è una storia di “cervelli in fuga“ un po’ particolare. A salire alle cronache internazionali nelle scorse settimane è stato, infatti, un giovane ricercatore di Mira in prima linea nella lotta al dolore cronico. Il ricercatore, che ora ha fama a livello mondiale è Mirko Santello, 33 anni, che lavora al Dipartimento di Biologia cellulare dell’Università di Berna.

Santello lavora per un gruppo di ricerca svizzero, che ha scoperto un’alterazione in un’area del cervello che amplifica la percezione del dolore e, visto che ripristinando il corretto funzionamento di detta area il dolore si “spegne”. Mirko Santello risiede con i genitori in via Bernini a Mira Porte e, anche se ora vive in Svizzera, ha mosso i primi passi in Italia e in Veneto. La notizia della nuova potenziale via di cura al dolore cronico, è stata pubblicata sulla rivista Neuron, dallo stesso Santello e dal suo collega Thomas Nevian. Il dolore cronico è un problema molto diffuso che peggiora la qualità di vita: quasi un adulto su cinque (19%) ne soffre in Europa. A oggi non esistono ancora terapie del tutto efficaci contro il dolore cronico.

E lo stesso Santello a spiegare di cosa di tratta. “Quello scoperto – spiega – è un meccanismo chiave nello sviluppo del dolore cronico: abbiamo trovato una proteina “difettosa” nei neuroni di un’area importante nella percezione del dolore (la corteccia cingolata anteriore), e visto, che questo difetto porta all’aumento dell’eccitabilità di quest’area e quindi all’aumento della sensibilità al dolore”. Santello è laureato a Padova in Biologia molecolare. Dell’università e della scuola ha tanti bei ricordi. Qualche anno fa il Comune di Mira gli conferì un riconoscimento. In Italia conta di tornarci il prima possibile. Certo, però, che ha detto “in Svizzera le remunerazioni sono più alte di quelle che esistono in Italia”.

Il team di cui fa parte Santello aveva già pubblicato diversi risultati sulla rivista scientifica Neuron, ha scoperto come la molecola Tnf giocasse un ruolo chiave nel funzionamento normale dell’ippocampo, un’area cerebrale fondamentale per i processi di memoria. Santello non si è mai definito un cervello in fuga. Il ricercatore ha sempre ricordato come “esistono anche in Italia centri di ricerca specializzati di grandissimo livello. Mancano però quegli investimenti che permettono a stati come la Germania o la Svizzera di destinare alla ricerca tanti fondi”. L’Italia, infatti, destina poco più dell’1 per cento del Pil, la Germania oltre il 4 per cento. Il paragone purtroppo non regge a nostro favore.

di Alessandro Abbadir

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