Profughi: a Monselice la questione è ancora aperta

monselice ostelloMonselice rimane centrale anche nella gestione dell’emergenza profughi. Tra favorevoli e contrari, malumori e solidarietà, l’ostello della cittadina della Rocca ospita una sessantina di profughi di varia nazionalità. Anche se per il periodo pasquale tutti gli ospiti sono stati trasferiti a Cesuna nell’altopiano di Asiago. Il motivo è principalmente logistico-turistico: la permanenza dei rifugiati non favorisce le prenotazioni turistiche, pertanto la cooperativa Ecofficina (che gestisce l’ospitalità, ndr) ha deciso di spostarli per un periodo non completamente definito.

Inoltre ogni giorno vengono tenute norme igieniche severissime con una sanificazione continua dei locali. Ma le procedure di controllo non hanno placato le polemiche, tanto che all’ostello di Monselice è arrivato pure il leader leghista Salvini. Inoltre sono apparsi scritte e striscioni assolutamente contrari alle operazioni di ospitalità. Lo stesso consigliere comunale Emanuele Rosina ha espresso la sua contrarietà auspicando che Monselice ritiri presto la disponibilità. Dal fronte opposto invece, il Partito Democratico ha organizzato una tavola rotonda con amministratori e politici di vario livello a sostegno dell’integrazione e dell’ospitalità. Di certo il fenomeno non è destinato a scemare da solo. Anzi, secondo le stime del Ministero, la provincia di Padova dovrà mettere a disposizione almeno 800 posti. Le cooperative autorizzate sono tre: Ecofficina, Città solare e un’associazione temporanea di imprese chiamata Villaggio Globale. Quanto alle strutture utilizzate, le soluzioni sono molteplici: a Monselice i profughi sono stati ospitati appunto all’Ostello Santo Stefano, a Este al collegio Manfredini, a Battaglia all’hotel Catajo e negli altri Comuni invece sono state trovate soluzioni in alcuni appartamenti presi in affitto. Ogni profugo costa circa 34 euro al giorno: una cifra stanziata dallo Stato e affidata alle Prefetture per il pagamento dei servizi svolti dalle cooperative che devono garantire la qualità della vita dei profughi ospitati.

di
Emanuele Masiero

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