Home Veneziano Miranese Sud Spinea, l'orto condiviso coinvolge 22 famiglie

Spinea, l’orto condiviso coinvolge 22 famiglie

foto orto Spinea 1Tornare alla terra, ma farlo insieme. La filosofia guida la creazione del primo orto condiviso del Miranese: si trova a Spinea, in via Capitanio e a dargli vita sono state 22 famiglie del Miranese, grazie all’associazione “Terra!”, che fa capo al Movimento per la decrescita felice. In un campo strappato al cemento, in via Capitanio, lungo il Rio Cimetto, da alcune settimane quasi tutti i giorni, mamme e papà, a volte con i bambini, zappano, seminano, annaffiano e raccolgono frutta e verdura per i loro bisogni, condividendo la cura dell’orto e i suoi frutti.

Non un semplice hobby, ma una vera e propria missione. L’obiettivo, infatti, è quello che muove lo spirito dell’associazione: sperimentare nuove strade per contribuire al cambiamento radicale di quelle abitudini che sembrano aver avuto un impatto negativo sulla nostra vita e sull’ambiente. Così queste famiglie hanno deciso di ricominciare da dove ci eravamo lasciati prima che il denaro e la tecnologia rovinassero tutto.

“Le famiglie italiane, e venete in particolare, sono tra quelle che hanno più risparmio in Europa – si legge nel volantino che promuove l’iniziativa. La crisi però ha fatto capire come investire nei prodotti finanziari non sia una scelta sostenibile né vantaggiosa, se non per pochi. Si cercano quindi altri modi e luoghi, nei quali investire i propri risparmi. Su un altro fronte, le notizie sulla diffusione delle malattie causate da uno stile di vita frettoloso, stressante e anonimo, spingono molti ad avere una maggiore attenzione a cosa si mangia, e a chi e dove si producono le cose che mangiamo. Infine ci si accorge che anche la gestione del territorio che ci sta attorno sembra sfuggita di mano: sembra che siano sempre coloro che hanno più soldi e più potere di noi a decidere se fare capannoni o parchi. Eppure emerge una domanda diffusa di fermare il consumo del suolo dato da costruzione di case e capannoni che riman- gono inutilizzati e strade che impediscono il rinnovo delle falde acquifere”.

Guarda caso per attuare i suoi buoni propositi “Terra!” ha scelto proprio Spinea, dove maggiore è stato negli anni il consumo di suolo. Complice anche la crisi che ha colpito i redditi medi, a unire i soci è stato soprattutto il gusto di coltivare la terra, di auto-prodursi cibo e realizzare qualcosa insieme. Ogni famiglia ha sottoscritto una o più quote per l’acquisto di un terreno agricolo, che dopo lungo peregrinare è stato trovato proprio a Spinea, in via Capitanio. “Non è stato semplice – spiega Daniele Rossi, presidente di “Terra!” – abbiamo visitato alcuni terreni tra Salzano, Mirano e Spinea. Finalmente l’anno scorso uno dei soci ha visto che questa porzione di terreno in via Capitanio era in vendita, e aveva la dimensione e la posizione ideale, oltre a confinare con un corso d’acqua”.

Il terreno, di circa tremila metri quadri, ha ospitato per anni un vigneto, poi è rimasto incolto nell’attesa di potervi costruire abitazioni. I vincoli ambientali e la crisi hanno però reso l’area poco appetibile, e quindi al proprietario non è restato che provare a metterla in vendita. Acquistato l’appezzamento, sono partiti i lavori: dopo il taglio delle erbacce e i lavori di aratura e fresatura, il terreno era pronto per le prime semine e trapianti di piante orticole. “Per mezzo di una pompa a scoppio, prelevando l’acqua dal canale, abbiamo direttamente innaffiato l’orto – continua Rossi – il raccolto del 2014 è stato sufficientemente abbondante, ricompensando le fatiche con verdure auto-prodotte e di qualità”. Quest’anno si ricomincia con maggior esperienza. L’obiettivo è quello di trovare emuli e aprire presto nuovi orti condivisi in altre aree del Miranese.

di
Filippo De Gaspari

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