Bagnoli, profughi a San Siro: “la base non si tocca”

Belluco Visita alla base aeronautica di Bagnoli. Nella foto: la piazza d'armi della base. ph. Zangirolami

Per settimane ha girato la voce che l’ex base di San Siro sarebbe stata fra le strutture individuate dalla Prefettura per ospitare decine di profughi. Nel frattempo proprio nella frazione il mese scorso sono arrivati nove rifugiati, ospitati in un’abitazione presa in affi tto da una cooperativa. Una situazione complessa e controversa, sulla quale ha cercato di fare chiarezza il sindaco Roberto Milan durante un’assemblea pubblica convocata i primi giorni di maggio. Del resto proprio Milan ha avuto diversi faccia a faccia, anche piuttosto tesi, in Prefettura proprio per la questione dei profughi.

“L’emergenza c’è ma non può essere scaricata solamente su alcuni Comuni. – spiega il sindaco – Non vi possono essere Comuni di serie A e altri di serie B, la distribuzione e l’accoglienza dei profughi vanno pianifi cate con criterio perché le nostre piccole comunità non possono sopportare la pressione di un alto numero di arrivi. Ovviamente ho ribadito che la base di San Siro non può essere usata a questo scopo perché è inagibile”. Intanto è a buon punto la trattativa fra l’Aeronautica militare e il Comune per il passaggio di proprietà dell’ex base dell’Aeronautica. L’amministrazione comunale pensa ad un cambio di destinazione d’uso per impedire che in futuro l’ex base possa diventare un centro per i profughi. Anche per questo Milan è stato a Roma per un incontro al Ministero della Difesa organizzato proprio per discutere il futuro della base.

“Ci sono delle buone possibilità che il Comune possa entrarne in possesso – spiega il sindaco. Certo sarebbe stato tutto molto più semplice se il mio predecessore avesse partecipato al bando del 2013 per la cessione gratuita che ha interessato la base di Bagnoli come molti altri siti del demanio militare. Adesso bisogna costruire un progetto affi nché le spese di acquisto non gravino sul Comune, che non possiede risorse. Il prossimo passaggio sarà al Demanio regionale per approfondire la questione, nel frattempo ne parleremo come gruppo di maggioranza e chiederò all’uffi – cio tecnico un parere”. Intanto però resta aperta la questione dei profughi e della loro accoglienza. Bagnoli ritiene di aver già fatto la propria parte. “La nostra piccola comunità – aggiunge il sindaco – non può permettersi di ospitare altre persone. Non dimentichiamo che Bagnoli ci sono ben 700 disoccupati, molti dei quali già si prestano per piccoli lavori e opere di volontariato”.

Nicola Stievano

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