Due scout del miranese a Montecitorio

scoutAnche due scout di Mirano e Noale tra gli oltre duecento dell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) ricevuti dalla presidente della Camera Laura Boldrini a Montecitorio. Anna Toniolo, 21 anni, miranese e Matteo Dall’Agnol, 20, noalese, erano nel contingente di “alfieri” che lo scorso aprile hanno consegnato nella mani della terza carica dello Stato la “Carta del coraggio”.

E’ il documento con cui oltre 30 mila giovani radunati a San Rossore in Toscana la scorsa estate, hanno assunto il formale impegno a essere protagonisti del futuro del Paese, della Chiesa e del mondo. Un’esperienza simbolica che proietta il popolo di San Rossore nella fase concreta del loro impegno a rappresentare il domani. Nella “Carta di coraggio” consegnata alla rappresentante dei deputati c’è la rinuncia dei giovani a defilarsi, la promessa di “immischiarsi” e recitare un ruolo da protagonisti. Il contrario di quello che oggi sembra prevalere nell’atteggiamento della maggior parte dei giovani.

“Questa carta è un po’ una sfida per me – spiega Anna di ritorno da Roma – un’azione di coraggio per fare proposte forti, scomode anche. Vogliamo diventare testimoni di legalità, amore e valori che appaiono forse poco concretizzabili, soprattutto tra chi, come noi, ha in mano il futuro del Paese. Alle istituzioni chiediamo solo di riscattarsi dall’idea negativa diffusa che la gente ha di loro: in cambio ci impegniamo a essere buoni cittadini, consacrati alla verità e alla legalità”. “La Carta del coraggio è la richiesta formale alle sfere politiche, ecclesiastiche e alle associazioni dei bisogni e le volontà degli oltre trentamila giovani di San Rossore – aggiunge Matteo. Essere buoni cittadini oggi significa proprio mettere in pratica, nel concreto, quel “ci impegniamo a”, significa superare la pigrizia e la vergogna, informarsi, non stancarsi di essere testimoni di gesti quotidiani per salvaguardare il territorio, l’ambiente, la legalità, l’amore e la chiesa”.

Aggiunge ancora Anna: “Oggi essere buoni cittadini significa non credere alle prime impressioni, ma informarsi e andare a fondo per essere consapevoli di ciò che ci circonda. Significa anche fare del bene partendo dal proprio piccolo, dalle proprie comunità, promuovendo sia valori onesti, sia azioni concrete, leali e utili, facendosi operai di democrazia e giustizia”.

Il senso della giornata romana è stato riassunto dalla stessa Boldrini, in un messaggio ai giovani, insieme all’immancabile “selfie” di gruppo dall’aula della Camera: “Non è un gioco, ma un importante esercizio di democrazia, che si traduce in precise richieste contenute in questa Carta”. Boldrini si è impegnata di fronte ai giovani a stimolare nei gruppi parlamentari una legge per la cittadinanza dei fi gli di stranieri nati in Italia e di istituire la “Giornata nazionale del servizio”, ma soprattutto ha promesso di sensibilizzare i ministri competenti sulle proposte della carta, dall’educazione ambientale agli organi locali consultivi giovanili.

di
Filippo De Gaspari

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