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Este: ex Negrello, si cambia

este ex NegrelloDiventerà la nuova porta del Parco, ma non per questo rinnegherà le proprie origini. L’area di via Augustea che da tre decenni ospita le ex officine Negrello è prossima ad un’attesa rivoluzione. Il complesso industriale, ormai caduto in disgrazia, verrà demolito e lascerà spazio ad appartamenti, uffici e spazi pubblici.

Le ex officine di via Augustea erano fino a trent’anni fa la sede di un proiettificio di levatura nazionale. Nel tempo lo stabile è stato utilizzato come sala da ballo, quindi abbandonato e lasciato in balìa di tossici, sbandati e vandali. Nel 2006 una ditta vicentina aveva proposto di realizzarvi una mega struttura al servizio del turismo, di ben 34.000 metri quadri, con albergo, ristorante, ostello, area riservata ai bungalow e impianti sportivi. Nulla si è fatto fi no ad oggi, con l’ex fabbrica caduta in degrado e teatro anche di pericolosi crolli. Ad annunciare il nuovo e decisivo intervento è il sindaco Giancarlo Piva: “Come già accaduto più volte, attraverso un’ordinanza abbiamo imposto al proprietario dell’immobile (la Promozione Turistica srl, ndr) di provvedere alla messa in sicurezza dello stabile. L’ordinanza imposta al privato è tuttavia più radicale della solita pulizia del cortile o del sigillo delle finestre: si è infatti concordato che l’unico modo per risolvere la questione è procedere alla demolizione del fabbricato, che peraltro mina non poco l’incolumità pubblica”. La demolizione degli stabili fatiscenti sarà propedeutica ad un’altra operazione, già inserita nel Piano degli interventi del Comune: “Si procederà infatti al recupero volumetrico dei fabbricati, così come erano concepiti e organizzati in origine.

La struttura originaria della fabbrica sarà mantenuta, e con essa lo “skyline” e il profilo a cui la gente è abituata da decenni. Non aggiungeremo un metro cubo in più, sia per tutelare l’ambiente sia per riprodurre fedelmente una strutture che, in ambito industriale, rappresenta quasi un monumento cittadino”. Sarà una sorta di tributo all’”archeologia industriale” atestina, senza tuttavia metter freno allo sviluppo dell’area. Nel nuovo complesso saranno infatti realizzati volumi commerciali e residenziali, oltre a spazi ristorativi e di utilizzo pubblico. Si parla ad esempio di un ufficio turistico e di un mercatino a “km zero”, anche in virtù del fatto che quest’area è considerata come la porta sud del Parco Colli.

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