Facciamo filò e Deltarte: un’estate di appuntamenti

deltarteMaggio si è aperto con una ricca serie di eventi all’insegna delle identità riemerse. Si è partiti sabato 2 dal centro culturale di San Basilio con l’inaugurazione della mostra di Caterina Sega “Facciamo filò” nel Museo e il concerto di Anna Luppi. Con la mostra Facciamo Filo’, visitabile fino al 29 settembre, una vivace installazione fa leva sul concetto di fare filo’, ossia sulla socializzazione e aggregazione sociale. Il progetto intende avvicinare la popolazione autoctona all’arte contemporanea in modo semplice, coinvolgente e spontaneo, attraverso installazioni dalle forme sferiche, coperte da moltissimi fili di differenti materiali, lunghezze e colori. Le persone possono sedersi per conversare o giocherellare.

Per la Notte Europea dei Musei del 16 maggio il Museo archeologico nazionale di Adria ospita alle 21 “Quando eravamo Re”, mostra fotografica di Matteo Sauli con presentazione del catalogo a cura di Danilo Montanari Editore, aperta fino al 15 settembre. DeltArte si caratterizza anche per le residenze d’artista e dal 15 al 25 maggio vivrà a Taglio di Po Joseph Gerard Sabatino, che collaborerà con le scuole medie del comune per creare un’installazione permanente nell’atrio del plesso scolastico di Via Marconi. Lavorando a stretto contatto con gli alunni creerà una scultura composta da materiali tipici del delta, inaugurata sabato 23 maggio alle ore 12 mentre alle ore 18 al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin sarà presentata l’installazione “Memoria nascosta: a resting place that lives” dell’artista americano e “Progetti bruciati” di Baran, visitabili fi no al 29 settembre.

Il 31 maggio DeltArte fa tappa a Corbola con la mostra fotografica Km 40 di Alessandro Bellini in biblioteca. Alle ore 19.30 l’area golenale dell’Isola del Balottin sarà lo sfondo per l’inaugurazione dell’Installazione “Autopian idea” di Emmanuele Panzarini.  L’artista vuole tramandare alle nuove generazioni il curioso tentativo che il professore Luigi Salvini diede vita nella piccola isola. Utilizzando il rosso, colore scelto da Salvini per la bandiera della Repubblica, si crea un collegamento visivo tra l’isola e la terra ferma, tra passato e presente, evocando così l’idea utopica di società che il professore aveva provato a realizzare. L’esistenza della Repubblica è breve ma molto intensa: dal 1946 al 1955 l’esperimento comunitario segna in maniera profonda la storiografia e il vissuto locale.

 

Melania Ruggini

Lascia un commento