Legnaro, Capolinea della linea 16 ad Agripolis

agripolisLettera in Provincia per chiedere di prolungare la linea 16 di Aps fi no a Legnaro spostando il capolinea da Ponte San Nicolò al campus di Agripolis. È la proposta che il sindaco Giovanni Bettini e il rettore dell’università di Padova Giuseppe Zaccaria, in accordo con i vertici dell’Istituto nazionale di fi sica nucleare di Legnaro, l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e Veneto Agricoltura avanzano al presidente della Provincia Enoch Soranzo.

Comune e università chiedono di migliorare un servizio, quello del trasporto pubblico locale, per quanti quotidianamente frequentano le strutture scolastiche e i centri di ricerca di Agripolis. Attualmente infatti i pendolari che arrivano da Padova con il 16 sono costretti a percorrere a piedi o in bicicletta i 1.200 metri che dividono il capolinea del bus dagli istituti. Un percorso pericoloso, rilevano, perché non solo si snoda lungo Statale, dove per buona parte mancano sia marciapiedi che piste ciclabili, ma attraversa anche il cavalcavia dell’autostrada A13 e c’è il rischio concreto di essere investiti dalle auto e dai camion in uscita dalla zona industriale di Padova. Prolungare la linea, evidenziano, significherebbe offrire un importante servizio anche ai circa 600 studenti di Legnaro che frequentano i plessi scolastici di Padova e a quanti, per varie ragioni, hanno necessità di raggiungere il centro.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere all’opposizione Davide Bianchini (Movimento Legnaro nuova) che ha pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo “Vivo a Legnaro” un video realizzato in bicicletta mentre attraversa il cavalcavia, a testimonianza della pericolosità della strada. “La messa in sicurezza per pedoni e ciclisti di questo tratto di strada è il contributo essenziale per la mobilità sostenibile fra Legnaro e Ponte San Nicolò e quindi anche con Padova – ha detto, – poter percorrere il cavalcavia in sicurezza signifi ca dare senso anche a progetti come quello del bikesharing. Anche solamente rivedere la segnaletica orizzontale potrebbe rivelarsi un buon inizio”.

Martina Maniero

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