Home Veneziano Miranese Sud L’indagine sugli stranieri nel miranese: il 34,6% proviene dall’Est Europa

L’indagine sugli stranieri nel miranese: il 34,6% proviene dall’Est Europa

stranieri miraneseQuanti sono, da dove provengono e come vivono gli stranieri del Miranese? A rispondere è una tesi universitaria: Carolina Olivi, miranese di 25 anni, ha aperto gli archivi del Cism (Coordinamento immigrati sud del mondo) di Spinea, la principale associazione che sul territorio si occupa di migranti e immigrazioni, favorendo integrazione, aiuto e supporto agli stranieri giunti in Italia.

Con il suo lavoro, dal titolo “Alcune problematiche dell’immigrazione attraverso l’esperienza del Cism”, Carolina ha ottenuto il massimo dei voti, 110 e lode, e ora la sua tesi rappresenta un punto di partenza per ragionare anche sulle migliori strategie di integrazione nel territorio, in un periodo in cui si fa gran parlare di migranti, sicurezza e sbarchi. Carolina ha conosciuto il Cism da vicino, ha lavorato a stretto contatto con l’associazione, ha potuto toccare con mano il lavoro dei volontari e ha svelato i dati: la maggior parte degli stranieri sul territorio (il 34,6%) proviene dall’Est Europa, seguono poi africani, asiatici e balcanici. La mappa geografica delle provenienze vede in testa la Moldavia (con il 15,8% di presenze), poi Bangladesh (13,7%), Romania (10%), Albania (7,6%), Nigeria (7,6%), Marocco (7,5%), Ucraina (5,8%), Senegal (5%), Cina (2,3%), Brasile (2%), Kosovo (2%), Tunisia (2%), Perù (1,6%). Da dire che per i cinesi il dato è sottodimensionato, perché la maggior parte dei migranti di Cina fa riferimento alla “Comunità cinese”, ente parallelo al Cism.

Per quanto riguarda Asia e Africa la maggioranza è costituita da uomini, dall’Est Europa arrivano invece soprattutto donne (3 casi su 4). La provenienza delle immigrate è soprattutto da Moldavia, Romania e Ucraina, solo in misura minore da Albania, Nigeria, Marocco e Cina. Il più alto numero di uomini arriva invece dal Bangladesh. Carolina ha però cercato anche di individuare le questioni principali poste dagli immigrati nel Miranese. Se le donne dell’Est Europa si rivolgono al Cism soprattutto per cercare lavoro o regolarizzare la loro posizione, africani e asiatici sollevano più che altro problemi di ordine economico, legale e lavorativo. “Si tratta spesso di famiglie costrette a rimanere divise a lungo – spiega Carolina – in cui la moglie è confinata all’ambito domestico, è l’uomo a lavorare, come operaio o cameriere d’albergo. Il reddito è in genere basso, perciò la questione casa diventa un problema frequente, con casi di sovraffollamento e sfratti. I disagi lamentati dagli stranieri di Asia e Africa poi sono aggravati dall’ostacolo della lingua, che influisce anche sul rendimento scolastico dei figli”. A loro il Cism fornisce aiuto nel rapporto con le istituzioni, nel supporto alle pratiche e i volontari sono spesso in grado di sollevare, con il loro servizio, Servizi sociali e Questure dal loro carico di lavoro.

Inevitabile alla fine calare la questione sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico. “La Bossi-Fini ha dei limiti – spiega ancora Carolina – non si occupa della migrazione temporanea, concentrandosi quasi esclusivamente su quella stabile. Questo crea vincoli che aggravano le procedure di regolarizzazione. E oltretutto non scoraggia l’immigrazione in sé, visto che i dati dimostrano che l’Italia rimane territorio di insediamento stabile dei fl ussi. La marginalizzazione degli stranieri in una prospettiva futura potrebbe causare problemi di ordine pubblico, almeno per quanto riguarda la propensione alla criminalità: tale pericolo giustifi ca la necessità di una maggiore attenzione a queste tematiche”.

di
Filippo De Gaspari

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