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Mater-Biotech: il maxi investimento diventa realtà

Bottrighe, Mater-Biotech di  NovamontSono trascorsi sette anni dalla chiusura di Bioitalia, stabilimento del colosso nipponico Ajinomoto. Sette anni di attese, sette anni di speranze. Finalmente il volto nuovo dello stabilimento inizia a prendere forma.

I lavori di ristrutturazione ed adeguamento per la nuova produzione, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia annunciata, proseguono a grande ritmo. Sono molte le imprese che da mesi stanno lavorando all’interno di quella che fu la “fabrichina”, così come veniva chiamata da molti ai tempi della produzione di glutammato monosodico, poi riconvertita per la produzione di lisina, un amminoacido utilizzato per integrare gli alimenti per animali. Oggi è Novamont che ha scommesso su Bottrighe. La multinazionale di Novara, ex Montedison, attraverso la controllata Mater-biotech, sta infatti investendo cinquantacinque milioni euro sul nascente complesso industriale.

A lavori ultimati, dopo le prove di avvio, inizierà così la produzione di butandiolo, elemento essenziale per la realizzazione di bioplastiche, ricavato da fonti vegetali, attraverso l’utilizzo di processi fermentativi con microorganismi specializzati. E proprio per questo sarà il primo impianto al mondo e avrà una capacità annua di 31mila tonnellate di prodotto liquido. Circa una sessantina saranno gli addetti previsti nella nuova realtà industriale, ma ci sarà anche un largo indotto occupazionale attraverso le imprese esterne. Basti solo pensare ai trasporti del prodotto, circa tremila mezzi all’anno, che da Bottrighe sarà trasferito per le successive lavorazioni allo stabilimento di Terni, della medesima società.

Il processo produttivo darà vita a bioplastiche per applicazioni specifiche a basso impatto ambientale, completamente biodegradabili, attraverso lo sviluppo di produzioni derivanti da materie prime rinnovabili di origine agricola. Tra queste appunto la denominata e molto conosciuta Mater-bi, bioplastica proveniente da lavorazioni vegetali. In tutto ciò avrà come partner la californiana Genomatica che fornirà il ceppo madre per la fermentazione. L’attesa per la partenza della nuova fabbrica è molto sentita a Bottrighe e nell’interland. In un momento di congiuntura economica mai così diffi cile, l’avvio di ciò viene recepito come una speranza per il futuro della zona non può che apparire come un segnale estremamente positivo per tutto il territorio.

Roberto Marangoni

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