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Pochi fondi e servizi ai privati, le sfide di oggi nel pubblico impiego

MAISTODall’ufficio anagrafe comunale al sindacato, dal contatto quotidiano con il pubblico alle trattative serrate con sindaci e amministratori sanitari. Franco Maisto da quasi 6 anni ha affiancato al suo impiego nel Comune di Terrassa Padovana l’attività sindacale diventata sempre più intensa finché, lo scorso anno, è stato nominato dirigente sindacale a tempo pieno della Cisl per il settore funzione pubblica tra Padova e Rovigo.

Come è arrivato a questa scelta?
“Provengo da una decina d’anni di lavoro nel settore anagrafe e di collaborazione con il settore servizi sociali, dove ho maturato esperienza nell’ambito delle progettazioni per la Terza Età e dei bandi e finanziamenti. E’ stata un’esperienza impareggiabile che mi ha consentito di sviluppare il rapporto con gli Enti Regionali e Provinciali e del Terzo Settore. Poi la svolta. Il cammino da sociale è diventato sindacale. Ho iniziato a far parte del Sindacato nel 2009 come semplice iscritto e poi via via sono stato coinvolto nelle attività operative. Un impegno via via crescente che mi ha visto operare dapprima nei Comuni della zona e poi, maturando l’esperienza sul campo sono arrivate le Case di Riposo, il Terzo Settore, le cooperative”.

Cosa significa oggi fare sindacato per il settore pubblico?
“Lavorare nel sindacato che segue il pubblico impiego e le cooperative che hanno appalti nello Stato significa vedere da dentro la complessità e, a volte, qualche problematica della nostra macchina pubblica. Un’organizzazione, quella dei Comuni e delle Case di Riposo che sconta oggi più di ieri grandi problemi legati al taglio delle risorse dello Stato centrale. Il blocco delle assunzioni intervenuto nel 2009 sta di fatto creando numerosi effetti collaterali a distanza di oltre 6 anni di limite nella capacità di spesa per forza lavoro. Di contro lo Stato sta di anno in anno aumentando le competenze a carico degli Enti locali più vicini ai cittadini: soffocando di burocrazia uffici e ambiti che hanno sempre meno personale con risorse economiche e formative sempre più ridotte”.

Di cosa si occupa nel dettaglio?
“Il lavoro che ogni giorno affronto è legato alla gestione degli Enti che sono in sofferenza o difficoltà Mi spiego meglio, in ogni posto di lavoro vi sono dei referenti sindacali interni (Rsu), questi delegati hanno il polso della situazione sugli equilibri interni, nel momento che viene mutata l’organizzazione o vengono trasferiti dipendenti, è necessario un passaggio sindacale per rendere più indolore possibile la famosa riorganizzazione. E’ chiaro che gran parte del lavoro di gestione interna di enti che hanno 200 o 300 dipendenti è svolta attraverso i rappresentanti sindacali interni che controllano la sicurezza del lavoro, se vi sono casi di mobbing o discriminazioni ed anche se la nuova organizzazione sia meglio della precedente”.

Quali le sfide di oggi per un sindacalista?
“Pensiamo ai 500.000 posti di lavoro persi nel pubblico impiego dal 2004 che portano Ospedali, Scuole, Case di Riposo e Comuni ad avere deficit di organico. Ad essere a rischio è la stessa erogazione dei servizi essenziali. Basta questa riflessione per capire che la passione e l’entusiasmo per entrare negli Enti ogni giorno non mi mancheranno mai. Un entusiasmo ed una motivazione che trovo ogni giorno nei volti dei lavoratori pubblici ma anche in quelli del Terzo Settore delle cooperative. Sono lavoratori che sono in appalto pur svolgendo lo stesso lavoro dei colleghi statali. Anche in questo settore in enorme ed esponenziale crescita”.

Un fenomeno destinato a crescere?
“Certo, pensiamo alla sanità. Da qualche anno a fronte delle decine di migliaia di posti pubblici che perdiamo vengono invece consentite alle Ulss, per garantire servizi e prestazioni, di appaltare interi reparti. Nella Bassa Padovana, ad esempio, sono decine i posti di lavoro che cambieranno volto con il passaggio di diverse funzioni socio sanitarie alla gestione di privati. Ma anche in questa fase di cambiamento storico il sindacato è presente e a fi anco delle persone, ciascuna con la sua storia e le sue problematiche, una varietà e complessità che rende più ricco e migliore il nostro paese”. 

 

di
Nicola Stievano