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Profughi, scoppia la polemica Vigodarzere non ci sta

profughiUn milione di siriani in fuga verso l’Europa. A lanciare l’allarme la Procura di Palermo. Molti tra i sindaci, a cui è stato chiesto di aprire le porte per accogliere i tanti profughi, sono scesi sul piede di guerra. Tra loro il primo cittadino di Vigodarzere, Francesco Vezzaro. Da quattro anni alla guida del Comune si è detto pronto a togliersi la fascia tricolore e a riconsegnarla alla Prefettura. Un segno di protesta, una provocazione nei confronti di uno Stato che ha lasciato, soli sindaci e Comuni, ad affrontare un’emergenza dalle dimensioni inaudite che apre un dibattito tuttora in corso.

“La decisione unilaterale delle Prefetture di individuare dei siti di accoglienza, senza interpellare i sindaci, ci impedisce di garantire sicurezza e igiene pubblica” aveva detto Vezzaro. A far scattare la decisione di rimettere il proprio incarico il sopralluogo, effettuato qualche giorno prima, da viceprefetto, Vigili del fuoco e Croce rossa, all’ex deposito missilistico dell’Aeronautica, in disuso dal 2008. Sito che la Prefettura aveva ritenuto idoneo ad accogliere almeno un centinaio di profughi, ma su cui il Comune da anni investe pensando ad altro utilizzo. Rimesso a nuovo dai volontari di Protezione civile, custodisce i loro mezzi, insieme ai sacchi di sabbia del Genio civile, da usare durante le alluvioni dell’intera provincia.

Vezzaro aveva subito incassato la solidarietà del governatore del Veneto Luca Zaia, dei sindaci di Padova, Massimo Bitonci e di Loreggia, Fabio Bui e di altri primi cittadini, tutti pronti a dimettersi. Vezzaro ha revocato le dimissioni solo dopo che i vertici del suo partito, il Pd, lo avevano rassicurato che a Vigodarzere non sarebbe arrivato alcun profugo. “Ciò non significa che, salvato il mio Comune, il mio impegno verrà meno – ha ribadito – in estate solitamente gli sbarchi aumentano in maniera esponenziale. Serve con urgenza una politica di condivisione europea e la revisione delle nostre leggi”.

Dentro la notizia, anche quella di un partito spaccato. Ad appoggiare Vezzaro il vicesindaco di Cadoneghe, Mirco Gastaldon, candidato alle regionali col Pd. Di altro avviso, invece, Alessandro Naccarato, parlamentare sempre Pd “La vicenda, al contrario deve far riflettere sui danni provocati, per ragioni elettorali, dagli esponenti della Lega Nord che stanno alimentando, con campagne mediatiche strumentali, il clima di paura nelle nostre popolazioni”. Sulla vicenda il consigliere comunale di opposizione Roberto Zanovello ha chiesto la convocazione di un consiglio urgente. Anche il Movimento 5 stelle ha duramente criticato la posizione assunta dal sindaco.

di
Nicoletta Masetto

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