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Sicurezza sul lavoro: Polesine più a rischio

sicurezza lavoroLa sicurezza sul lavoro è ancora (purtroppo) un argomento di scottante attualità in Polesine, dove il tasso di rischio risulta, sia nel territorio dell’Ulss 19 di Adria e del Basso Polesine, che in quello dell’Ulss 18 di Rovigo e dell’Alto Polesine, superiore in maniera considerevole alla media regionale. E’ anche per questo che i sindacati hanno chiesto e ottenuto a fine aprile un incontro con il prefetto Francesco Provolo, per fare il punto della situazione e cercare di individuare le appropriate strategie e contromisure da adottare.

“Abbiamo domandato – spiega Fulvio Dal Zio, segretario provinciale di Cgil Rovigo – che siano messi a disposizione più ispettori e che siano destinate più risorse per contrastare gli incidenti sul lavoro nella nostra provincia, dove purtroppo registriamo un tasso di rischio di infortuni di molto superiore alla media regionale. Circa il 60% in più”. Un dato che indubbiamente invita a una seria e approfondita rifl essione. Considerazioni e posizioni che sono condivise anche dai colleghi di Dal Zio rappresentanti di Cisl e Uil. “Il confronto con il prefetto – prosegue il resoconto dell’incontro – non è stato in alcun modo una mera formalità, ma davvero concreto e siamo riusciti a entrare nel merito delle questioni aperte. E’ emerso con chiarezza che abbiamo necessità di un numero maggiore di ispettori. Al momento teoricamente ne abbiamo in servizio 12, dei quali 7 nel territorio dell’Ulss 18 e 5 in quello dell’Ulss 19. Ma se scendiamo sul piano concreto il servizio Spisal (ossia che vigila sul rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ndr) in provincia presenta una operatività reale pari a 9,7 unità, delle quali 4 ad Adria”.

Sono numeri, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non adeguati ad affrontare la realtà di ogni giorno. Soprattutto se pensiamo all’estensione geografi ca del Polesine e all’alto numero di infortuni sul lavoro che purtroppo come detto si verifi cano puntualmente. “Nel 2014 – prosegue il referente numero uno del sindacato Cgil, ripercorrendo le statistiche maggiormente signifi cative ed esemplifi cative del settore – sono stati denunciati 2.149 infortuni sul lavoro, di cui 1.660 nel comprensorio dell’Ulss 18, ossia Alto e Medio Polesine, e 489 in quello dell’Ulss 19, cioè tra Adria e il Delta del Po”.

Al lavoro di prevenzione e repressione, necessariamente, si deve affi ancare quello di formazione dei lavoratori. “Vi è purtroppo un limite forte nella cultura della sicurezza – conclude Dal Zio – questo signifi ca non solo che aziende e lavoratori debbono essere incentivati a partecipare ad attività di formazione, ma che si devono accompagnare questi soggetti verso percorsi mirati e di qualità. Non basta incorniciare e appendere in uffi cio un attestato di frequenza, serve che tutti acquisiscano competenze che migliorano sicurezza e qualità del lavoro. Da questo punto di vista, è fondamentale che le parti condividano particolare attenzione nella redazione nei documenti di valutazione dei rischi”. 

di Elisa Dall’Aglio