Silvia Coro’, una ballerina della scala di Milano

Silvia.Coro22Silvia Corò è una ragazza di 28 anni, vive a Oriago ed è un insegnante di danza e pilates con un curriculum degno di nota. Ballerina professionista, all’età di 9 anni, è entrata a far parte dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, dove ha seguito varie discipline oltre alla danza classica.

Dopo vari stages, con grandi maestri all’estero, ha proseguito gli studi all’Accademia dell’Opera di Vienna (Wiener Staatsoper), dove si è diplomata a pieni voti. Durante gli 8 anni di studi ha preso parte a spettacoli, quali l’Excelsior alla Scala di Milano, il Lago dei Cigni con il corpo di ballo dell’Opera di Vienna, a uno spettacolo teatrale Mine-Haha al Teatro Piccolo di Milano con un ruolo da protagonista attrice/ballerina. Dopo il diploma ha frequentato la Theaterklasse (compagnia giovanile), prendendo parte agli spettacoli classici e contemporanei dei corpi di ballo nei teatri viennesi. Nel 2006 ha fi rmato un contratto come mezza solista con la Gyori National Ballet, compagnia professionale in Ungheria, lavorando per diversi anni con coreografi di fama mondiale. Nel 2011 ha ottenuto il diploma d’istruttrice di pilates con specializzazione per le patologie del rachide e posturali associate alla danza. Nel 2013 partecipa al progetto danza contemporanea della Biennale Danza di Venezia.

Come nasce la passione per la danza?
“Da piccola facevo molte attività extrascolastiche: pianoforte, nuoto, pallavolo, e ginnastica artistica. Le insegnanti mi avevano riconosciuto musicalità e buona apertura: doti fi siche e artistiche indispensabili per la danza”.

 Ancora bambina entra alla Scala di Milano, come ha fatto?
“A Milano c’era una selezione di ballerine durissima: su 500 ne selezionavano 50. Si cominciava con gli esami d’idoneità fi sica, poi i test caratteriali per capire se avevamo le capacità di sopportare lo stress psicologico. Delle 50 iniziali siamo rimaste in 25”.

Sacrifici?
“Direi tanti. Sono andata all’Accademia di Vienna, dove ho fatto gli ultimi tre anni di liceo, ma io non parlavo tedesco. Dalle 8 della mattina all’una ci allenavamo, poi tutto il pomeriggio seguivamo le lezioni. Studiavo di notte e ho faticato il triplo per imparare la lingua e la grammatica. Mi sono dedicata interamente alla disciplina, sacrificando la mia adolescenza”.

Come arriva a Vienna?
“Avevo fatto due audizioni per entrare all’Accademia di Cannes e a quella di Vienna. Quest’ultima mi aveva fatto una migliore impressione, perché era organizzatissima e il diploma era riconosciuto anche in Italia”.

Perché non ha studiato in Italia?
“In Italia c’è meno sbocco artistico per spaziare e crescere. Io ero propensa per l’estero fi n dall’inizio perché avevo fatto uno stage alla Royal Ballet di Londra. Volevo vedere se potevo farcela anche con la lingua”.

Consigli?
“Per arrivare a risultati importanti bisogna impegnarsi molto e fare tanti sacrifici. Mi ricordo che alla Scala di Milano c’era appeso un quadro con le regole del ballerino e dicevano che non si deve stare più di 24 ore senza allenarsi”.

Oggi è un’insegnante di danza e pilates.
“Insegno danza a livelli ed età diverse, inoltre insegno pilates una disciplina legata alla danza. Sono severa ed esigente, ma molto, molto umana! Ci tengo a capire e a tirare fuori il meglio da tutti i miei allievi. Cosa che non ho riscontrato sempre nelle diverse insegnanti che mi hanno seguita nel mio percorso”.

Soddisfazioni?
“ Tante! A livello personale posso dire di essere cresciuta prima degli altri, perché lontana da casa. Mi sono fatta la corazza, e ho imparato presto ad arrangiarmi da sola”.

Delusioni?
“Ci sono state, ma con il senno di poi sono state uno sprono per fare meglio, e dopo si sono aperte porte più grandi. Io esigo il massimo da me stessa, le delusioni della vita si sono rivelate un motivo di crescita e perciò ci sono volute tutte. Non so se rifarei tutto quello che ho fatto, ma è un bene che sia andata così”.

 

Roberta Pasqualetto

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