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Spinea avvelenata, livelli di smog preoccupanti

smogNon è una novità, ma l’aria in città ora è diventata a tutti gli effetti “illegale”, avendo superato i fatidici 35 giorni di livello massimo consentito di Pm10, già il 24 marzo. Il tetto è annuale, Spinea ha sforato già al terzo mese, come lo scorso anno. Nel 2015 la soglia di 50 microgrammi di particelle di Pm 10 per metro cubo d’aria è stata dunque superata già troppe volte, e ogni giorno di superamento significa qualità dell’aria scadente e dunque nociva per la salute umana. E’ successo già il numero di volte che potrebbe succedere, al massimo, in un anno. Anche lo scorso anno Spinea sforò ben presto i supermenti annuali consentiti di Pm 10, anzi lo fece addirittura due giorni prima, il 22 marzo.

E il 2014 si concluse con un davvero poco onorabile dato: 65 sforamenti, terzo posto nella graduatoria regionale delle località con la maggior concentrazione di polveri sottili, davanti a città come Treviso e Padova e nonostante un anno tutto sommato piovoso, che probabilmente ha evitato danni anche peggiori. Da tempo ormai Spinea osserva impassibile il peggioramento della sua aria, soprattutto dopo l’apertura del Passante di Mestre che l’attraversa, anche se in realtà il dato riguarda la maggior parte delle località della Pianura Padana. Ma nonostante ciò, il Comune è costretto a pagarsi di tasca propria una centralina Arpav, l’unica che di fatto certifica l’avvelenamento dell’aria di una zona con quasi 30 mila residenti e che le era stata tolta alcuni anni fa. Prima era gratis, ma la crisi e il taglio dei fondi hanno cancellato anche l’unico elemento di verifica dell’inquinamento cittadino.

Oggi il Comune si paga il noleggio stabile della centralina per dimostrare che la sua gente soffoca ancora e anzi, paga pure per accertare il suo respiro, sempre più corto. In pratica se oggi i cittadini sanno di respirare male è per merito del Comune, altrimenti i dati sarebbero pressoché sconosciuti. Sul piede di guerra comitati e associazioni ambientaliste: “A questo punto ci tocca sperare che quest’anno piova ancor più dell’anno scorso – punge Vincenzo Rino Franzin, del comitato Difesa ambiente e territorio di Spinea – il problema persiste, e a questo punto noi crediamo che il problema vada messo in primo piano nell’agenda di tutti i sindaci del territorio, soprattutto nel nostro comune, visti i risultati dei rilevamenti. Soprattutto ci aspettiamo un’adeguata informazione ai cittadini, senza diffondere confusione e panico, ma quando le condizioni climatiche diventeranno più sfavorevoli e i limiti schizzeranno alle stelle, servirà un allertamento capillare e immediato della popolazione sui rischi che si corrono a rimanere all’aria aperta”. Intanto Spinea punta sulla sensibilizzazione: anche nell’ultima domenica ecologica, ad aprile, sono state organizzate manifestazioni e occasioni di riflessione per dare nuova vita alle cose, ridurre i rifiuti, attuare stili di vita più sostenibili.

di
Filippo De Gaspari

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