Home Rodigino Provinciale Stabilimenti balneari frenati, scoppia il caso concessioni

Stabilimenti balneari frenati, scoppia il caso concessioni

turismo polesine 2I segnali al momento non sono negativi. Ma la variabile incontrollabile è rappresentata dai capricci del maltempo, che l’anno scorso ha azzoppato la stagione. “A luglio abbiamo lavorato 11 giorni”, racconta Ferdinando Ferro, presidente del Consorzio operatori balneari. I numeri delle prenotazioni per la stagione ormai alle porte, però, sono incoraggianti: “Il clima generale sembra essere positivo – spiega – e le prenotazioni sono cresciute rispetto all’anno scorso”. Incrociando le dita sul fattore tempo, l’aspetto legato al gradimento dei turisti sembra volgere al sereno dopo annate non certo positive. “L’anno scorso per noi balneari è stato perfino peggio del 2013 – sottolinea Ferra – e fra l’altro abbiamo assistito al definitivo mutamento della nostra clientela: sono due tre anni ormai che continuano ad aumentare i flussi dei giornalieri, il sabato e la domenica, ed a diminuire quelli degli stagionali”.

Una tendenza che, ovviamente rende ancora più vulnerabili al cattivo tempo gli operatori balneari e che per le strutture ricettive è ancora più pesante. Quelli che Ferro definisce i “turisti pendolari”, infatti, in caso di pioggia scelgono ovviamente mete alternative rispetto alla spiaggia: se si aprono gli ombrelli, restano chiusi gli ombrelloni. E questo, se si tratta di giornate dove si concentrano le 40mila presenze che un tempo erano spalmate in una settimana, significa parecchi soldi in meno per chi gestisce le strutture. Per questo Ferro prega “che non si ripeta un’estate piovosa come quella appena passata, perché due annate così per noi sarebbero difficili da sostenere”. Inaugurata ufficialmente col botto dello spettacolo piromusicale della “Notte di fuoco” dello scorso 30 aprile, patrocinata dal Comune di Rosolina, dalla Pro loco, dal Parco del Delta del Po e da “Venice to Expo 2015”, questa sarà appunto la stagione dell’Expo, ma a giudizio del presidente del Consorzio operatori balneari di Rosolina “è difficile che quel fl usso di visitatori possa offrire vantaggi in termini numerici ai soggiorni balneari in generale.

Più facile, invece, che a risentirne positivamente possa essere il turismo legato alla visitazione ambientale del Delta del Po, in grado di attrarre una fetta di turisti che si muove sull’asse Milano-Venezia”. Sarà dunque il Grande fi ume e le sue lagune a fungere da calamita per nuovi turisti che, affacciandosi sulle spiagge polesane potrebbero comunque scegliere di trascorrere una giornata al mare. Ma c’è un’altra nube che incombe sui balneari. E questa non è legata ai capricci del maltempo, ma a quelli della politica, visto che si tratta della situazione delle concessioni demaniali marittime: “La situazione è ancora di assoluta incertezza – evidenzia Ferro – andiamo avanti di proroga in proroga, ma sempre con scadenze ravvicinate. Una situazione che impedisce ai balneari di avere prospettive di lungo termine e di programmare possibili investimenti”. La questione è delicata e riguarda sia il Governo italiano che le disposizione europee che rivoluzionano il sistema del rinnovo dei titoli concessori. Tuttavia, in altri Paesi come la Spagna le concessioni hanno avuto proroghe ultradecennali, una soluzione che, seppur non definitiva, permette la programmazione da parte degli imprenditori delle spiagge.

“Abbiamo visto che quando vuole il Governo sa essere deciso nell’andare in fondo alle questioni – conclude Ferro – Ci dobbiamo solo augurare che molti dei nostri politici, passate le elezioni si concedano una vacanza al mare e, scendendo in spiaggia, si ricordino di quale importante decisione ancora non hanno preso”.

di Francesco Campi