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Trappole sul web, otto i casi in Polesine

ragazzi-al-pc-451x300Dal 2010 al 2014 sono stati otto i casi di minori adescati online nella nostra provincia. Casi conclamati, sia chiaro. Ben più allarmante è invece il dato che rimanda alla percentuale di minori che, affacciandosi al mondo dei social network, vengono avvicinati con intenzioni fraudolente: ben il 40%. Sono alcuni dei dati emersi nel corso del convegno tenutosi alla Cittadella dell’Ulss 18 di Rovigo, che lunedì 27 aprile ha raccolto circa 300 persone per parlare di “Minori, una identità fragile sul web, tra opportunità e abusi”. Il tema principale era proprio la natura a due facce del web: da una parte l’opportunità che offre, dall’altra i rischi. Oltre alla direttrice dei Servizi sociali dell’Ulss 18 Manuela Baccarin e alla direttrice del centro interaziendale I Girasoli, erano presenti due magistrati in servizio a Rovigo: il sostituto procuratore della Repubblica Davide Nalin e il giudice per le indagini preliminari Carlo Negri. Dalle loro relazioni è emerso anche come il mondo dei social rappresenti un doppio rischio per i minori. Se è vero che rischiano di essere adescati, soprattutto tramite profili “fake”, ossia falsi, con i quali adulti si spacciano per coetanei, per esempio per ottenere foto hard, è altrettanto vero che rischiano di commettere reati, anche pesanti, senza rendersene conto, per esempio diffondendo gli scatti intimi col fidanzatino o con la fidanzatina. Nonostante infatti la percezione ancora non sia diffusa, causa anche i ritardi del legislatore nell’affrontare la questione Internet (basti pensare che il nostro codice penale risale ormai a circa 80 anni fa, quando Internet era chiaramente di là da venire) e mondo social, alcuni comportamenti che agli adolescenti e ai minori in genere di oggi appaiono quasi normali in realtà possono configurare reati penali anche molto pesanti. Una soluzione può essere senza dubbio la formazione. Nelle varie province del Veneto, per esempio, sono stati avviati incontri con gli studenti ma anche con i genitori, proprio per informare su questi aspetti di cruciale importanza. A curare queste occasioni di ritrovo e di informazione, il personale della polizia postale, ossia la branca della polizia di Stato che ha lo scopo di combattere i reati informatici e telematici.

di Elisa Dall’Aglio

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