Vigonza, la scoperta di reperti archeologici blocca i lavori lungo la strada

cocci“Ci hanno completamente bloccato la mobilità quotidiana nel nostro quartiere. Per raggiungere, infatti, alcuni punti chiave del centro di Peraga e via Arrigoni, che è la strada principale per noi residenti della frazione, dobbiamo fare un assurdo ed interminabile “giro dell’oca”, passando quasi per il comune di Cadoneghe. Purtroppo non sappiamo ancora quando finiranno questi lavori stradali che stanno creando molti disagi alla nostra viabilità, e ci auguriamo di vedere la fine di questa manutenzione stradale entro l’inizio della stagione estiva”.

Sono queste le parole usate da alcuni dei residenti di via Bagnoli a Peraga di Vigonza per descrivere la situazione attuale che stanno vivendo nel proprio quartiere. Quello che sta accadendo è un vero e proprio tira e molla tra la continuazione dei lavori del cantiere aperto e presente in loco e la Sopraintendenza archeologica del Veneto, con sede a Padova. Gli inizi dei lavori stradali, commissionati dall’azienda di servizi padovana Etra, risalgono a poche settimane fa con lo scopo di installare e migliorare gli allacciamenti alla rete fognaria delle case residenziali presenti in via Bagnoli a Peraga di Vigonza.

Durante gli scavi del manto stradale sono però emersi dei reperti archeologici, classificati come “cocci”, ovvero semplici vasi di terracotta piuttosto grossolana, risalenti al periodo storico dell’antica Roma. La scoperta di questi resti archeologici romani, da parte degli operai addetti ai lavori, sono stati immediatamente segnalati alle autorità competenti, facendo così interrompere i lavori stradali del cantiere. Le metodologie generali seguite dagli enti incaricati della realizzazione dei lavori nel caso di ritrovamenti archeologici sono ascrivibili a quanto decretato dall’attuale legislazione italiana relativa ai beni culturali, inclusi nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio o Codice Urbani, che è il Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti per i beni culturali e ambientali.

In caso di ritrovamenti fortuiti, gli enti sono tenuti ad arrestare i lavori e ad avvertire la Soprintendenza responsabile, che provvede a intervenire tempestivamente al fine di tutelare, catalogare e studiare il sito. Inoltre la Soprintendenza deve dare le indicazioni su eventuali varianti progettuali che vengono poi elaborate dagli enti e sottoposte nuovamente ad approvazione da parte della Soprintendenza. Si tratta quindi di un lavoro di stretta collaborazione, che spesso vede il procedere parallelo dei lavori per la realizzazione dell’opera e di quelli mirati alla salvaguardia dei beni culturali ritrovati. Ed è proprio per seguire alla lettera le norme vigenti che la Soprintendenza padovana ha deciso di fermare diverse volte il cantiere in via Bagnoli.

La durata del piano di allacciamento sviluppato da Etra aveva preventivato la fi ne dei lavori stradali entro il prossimo 31 maggio, ma sicuramente l’accumulo di questi ritardi, dovuti alla sospensione temporanea dei lavori, non riuscirà a rispettare i tempi previsti. Nel frattempo i residenti di via Bagnoli dovranno continuare a percorrere in alternativa altre strade comunali, tra cui via Rigato, via Trevisan e via Silvestri.

di
Manuel Glauco Matetich

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