Chioggia, arena comunale presa di mira dai vandali

image_5Le cronache delle ultime settimane hanno dato ampio risalto allo stato di incuria in cui versa una struttura che dovrebbe fungere da teatro all’aperto. Un vanto per il Comune. Ma il vanto resta solo un ricordo e, adesso, l’amministrazione comunale è costretta a fare una guerra contro il tempo se vorrà tornare a offrire una struttura pienamente funzionale e decorosa. I locali interni, come i bagni, sono stati danneggiati in maniera incredibile dai vandali, che hanno distrutto sanitari e lavabi. In tanti si sono interrogati sulla facilità di vandalizzare una struttura pubblica così importante per la città.

E così accade, ancora una volta, che la logica dei tagli che impedisce una fattiva sorveglianza dei locali pubblici, non fa che generare sprechi, visto che adesso sarà necessario spendere ancora una volta soldi pubblici per ripristinare la funzionalità della struttura. “Siamo di fronte all’ennesimo esempio di patrimonio pubblico lasciato allo stato di abbandono ed incuria più totale — accusa il consigliere comunale Marco Dolfin della Lega Nord — è una cosa vergognosa vedere ridotta una struttura in quelle condizioni, lasciata abbandonata a se stessa, preda di continui atti vandalici. E pensare che la struttura ha ospitato in diverse occasioni molti spettacoli e rassegne culturali e manifestazioni assai importanti, ma da un paio d’anni a questa parte, a causa di diversi fattori economici e logistici, la struttura non è stata più richiesta, rimanendo così vuota e inutilizzata”. Il consigliere del Carroccio spiega che la gestione dell’arena è passata dagli uffici del turismo a quelli del patrimonio. Insomma, negli anni sarebbe stata “scaricata” a una gestione meramente formale.

Per Dolfin sarebbe addirittura “rientrata di fatto nella lista nera degli immobili comunali inutilizzati”. “Basta vedere le gradinate, gli intonaci, la struttura generale, con le varie stanze presenti — rincara Dolfin — per rendersi conto delle tante disfunzioni, che vanno dalle infiltrazioni al degrado più totale”. Ne emerge, quindi, quello che il consigliere definisce “un quadro degradante che mette a nudo il mancato controllo da parte delle istituzioni, assenti e incapaci di valorizzare a dovere l’impianto”. Ma come si può, adesso, arginare l’escalation di degrado e incuria venutasi a creare? Una delle proposte messe sul campo consiste nell’affidamento a qualche realtà associativa, che potrebbe farsi carico della gestione e della sorveglianza, considerato che il Comune non è stato in grado di provvedere, fi no ad ora, al mantenimento dell’immobile. Esempi di gestioni virtuose di beni pubblici da parte di soggetti privati, sono d’altronde ben noti. L’ipotesi dell’affidamento ad alcune realtà associative locali è comunque allo studio dell’amministrazione comunale, che sta valutando di poter affidare la struttura anche a più associazioni, contando sulla sorveglianza che – di fatto – sarebbe garantita dalla presenza costante, in loco, di volontari.

 

di
Andrea Varagnolo

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