Emilio Zanetti, uno degli ultimi cavalieri miranesi

 

foto Emilio Zanetti Mirano 1Premiato uno degli ultimi cavalieri, risiede a Mirano: ha partecipato all’ultima carica a cavallo della storia, in Croazia. Emilio Zanetti, 97 anni, è stato decorato con due croci al merito di guerra, lunedì 4 maggio, durante le celebrazioni per il 154° anniversario della costituzione dell’esercito.

Il primo riconoscimento è stato conferito all’anziano cittadino, 96 anni lo scorso 30 novembre, per la partecipazione alle operazioni di guerra nel corso del conflitto che ha funestato l’Europa tra il 1939 e il 1945, la seconda per l’internamento (venti mesi) in un campo di prigionia in territorio tedesco. Oltre a queste, Zanetti ha ricevuto anche una medaglia di commemorazione per i tre anni di campagna militare in Jugoslavia e una medaglia per la guerra di Liberazione, assegnatagli perché, dopo l’armistizio, si rifiutò di combattere dalla parte di Repubblica Sociale e tedeschi, venendo proprio per questo motivo internato. Alla cerimonia, tenutasi presso la caserma Piave di Padova, erano presenti il generale di corpo d’armata Bruno Stano (del Comando forze di difesa interregionale nord), il prefetto, il questore e il sindaco di Padova e il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello. “E’ stato un grande onore accompagnare il caporal maggiore Zanetti in occasione della sua premiazione – ha precisato il sindaco – non dobbiamo dimenticare la nostra storia e, soprattutto, è importante ricordare chi ha messo a rischio la propria vita per la nostra Italia, per noi”.

Zanetti, classe 1918, negli anni del secondo confitto mondiale, è stato protagonista di un evento di significativa portata storica: il 17 ottobre 1942 a Poloj, in Croazia, con il 14° reggimento cavalleggeri di Alessandria ha preso parte all’ultima carica a cavallo della storia della cavalleria. Allora il reggimento guidato dal colonnello Antonio Ajmone Cat e supportato da una colonna di artiglieria trainata da cavalli, fu attaccato da un manipolo di partigiani jugoslavi. Ne nacque un duro scontro che costò agli italiani 129 morti e una settantina di feriti, ma le perdite partigiane furono abbastanza alte da determinare per l’Italia non solo una vittoria strategica, ma anche una tattica. I cavalleggeri rientrarono vittoriosi la mattina del 18 ottobre, accolti dagli alti comandi con tutte le glorie, nonostante l’amarezza per aver perduto nello scontro il regio stendardo che accompagnò quel reparto durante tutta la sua storia. Alla cerimonia di premiazione di Padova, era presente anche una delegazione dell’Anac, l’Associazione nazionale Arma di Cavalleria, che ha accolto Zanetti tra i suoi membri onorari.

di

Filippo De Gaspari

Lascia un commento