Idrovia: i comitati lanciano un appello a Zaia

Idrovia BNelle scorse settimane i comitati hanno incontrato il ministro Graziano Delrio consegnando un plico con le osservazioni e istanze del territorio  Idrovia. Ora i comitati vogliono accelerare. “Ora che è stato rieletto chiediamo al presidente Zaia che sull’idrovia si proceda in tempi rapidi. Chiediamo un incontro entro giugno per discutere l’iter di un’opera importantissima i cui lavori dovranno partire nei prossimi 2 anni”.

La richiesta parte dal portavoce del Comitato Brenta Sicuro, Marino Zamboni in rappresentanza di una trentina associazioni della Riviera, del Piovese e del Vicentino, e tante amministrazioni comunali che già si sono espresse favorevolmente sull’Idrovia. L’iter per la realizzazione dell’idrovia Padova-Mare è partito a maggio, con l’ex assessore all’ambiente regionale Maurizio Conte, con la convocazione in Regione di comitati e comuni alla prima riunione seguita dall’aggiudicazione definitiva della progettazione preliminare. “Dopo questa prima riunione – dice Zamboni – serve procedere spediti, e fare un cronoprogramma dell’azione con cui la Regione intende arrivare al completamento dell’opera. Proprio per questo, abbiamo consegnato anche al ministro Graziano Delrio nelle scorse settimane quando è arrivato in visita a San Angelo di Piove, un plico contenente le osservazioni dei comitati”.

A completamento della documentazione, è stato consegnato a Delrio dai comitati e da Legambiente un dvd con registrazioni originali della devastante alluvione del 1966 che ha colpito Campolongo, Fossò Sandon, Liettoli e Vigonovo. Per i comitati si tratta di un’opera che potrà essere utile anche per la ricomposizione ambientale, apporto di sedimenti e ossigenazione per la laguna, riserva d’acqua per i momenti di siccità. “Avrà rilievo – prosegue – anche per i collegamenti, con l’opportunità di farla diventare una vera e propria ecologica via d’acqua, superando il modello basato sul transito merci quasi esclusivamente su gomma, inquinante e devastante per nostri territori. Chiediamo che la portata del canale sia di almeno 400/450 metri cubi al secondo, cioè la capacità necessaria a salvare dalle disastrose alluvioni vaste aree di Padova e Venezia”.

L’idrovia, il canale navigabile tra Padova e Venezia, aspetta da 50 anni di essere completata. Se ultimato potrebbe proteggere una zona ad alto rischio dalle alluvioni, dare impulso al turismo sulle vie d’acqua e togliere traffico merci dalle autostrade. Mancano solo 13 chilometri da scavare, ma dopo 50 anni e 55 miliardi di vecchie lire. Intanto nelle scorse settimane il Comitato Brenta Sicuro ha organizzato una “Pedalata ecologica” per promuovere il proprio tesseramento annuale. Il tour è partito dalla sede del Comitato, che si trova al museo archeologico di Campolongo a S. Maria Assunta, ed è proseguito fi no all’Idrovora di Lova, dove il Comitato ha predisposto un punto ristoro. Al ritorno c’erano gli stand gastronomici della sagra di S. M. Assunta, per chi voleva restare in compagnia fi no a sera. Sull’Idrovia i pareri nell’area sono quasi tutti concordi. L’unico problema è quello legato ai dubbi che solleva il Comune di Mira e alcuni comitati del mirese.
di Alessandro Abbadir

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