Monselice, i commercianti si oppongono al centro commerciale

mons centrocomm progetUn’altra area commerciale ebbene si. Ma forse anche no. E’ ancora tutto da decidere sul futuro del nuovo centro commerciale che potrebbe sorgere in via Colombo nei pressi della sede del Cvs. Un progetto subito contestato e fortemente dibattuto con qualche leggera tensione anche in consiglio comunale. A levare un muro di scudi sono i commercianti che proprio non ci stanno a veder sorgere l’ennesima area di grande distribuzione che metterebbe ancora più in ginocchio i negozi del centro storico fiaccati dalla crisi. Ma attualmente l’iter di avanzamento del progetto si è arenato in consiglio comunale e la strada verso un possibile cantiere è ancora lunga.

IL PROGETTO L’idea si fonda su tre grandi corpi di fabbrica per la zona di nuova costruzione che dovrebbe sorgere a ridosso dell’ortofrutta Boaretto. Il primo sarebbe quello per il nuovo ipermercato della catena Famila: 2.500 metri quadri di superficie di vendita. Davanti a questa struttura commerciale è previsto un parcheggio da 1.500 metri quadri. Sul lato opposto, invece, ci sono altre due strutture. Nel Pua è previsto, per la struttura in posizione più arretrata rispetto alla strada regionale, una destinazione a bar ristorante. Se l’ipotesi si dovesse concretizzare, potrebbe sorgere addirittura un fast food di qualche marchio blasonato. L’altro stabile, sul davanti, potrebbe invece essere destinato a ortofrutta. Tra le prescrizioni stabilite nel Pua, le nuove costruzioni non potranno superare l’altezza massima di 13 metri, con non più di quattro piani fuori terra. Inoltre tutte le aree esterne dovranno essere sistemate a giardino o a parco alberato. Verde e parcheggi saranno almeno il 40% della superficie. Essendo la zona perequata di 35.000 metri quadri, saranno circa 14.000 metri quadrati. Il nuovo comparto prevede anche opere sul piano della viabilità. Ma al momento non c’è ancora nulla di sicuro.

I COMMERCIANTI A fare la voce grossa è prima di tutto l’Ascom sia a livello locale che provinciale. “Per fortuna al momento è tutto bloccato – ha commentato Mirta Fiocco, commerciante di Monselice e Presidente del mandamento Ascom locale – Siamo ovviamente contrari a questo tipo di progetto. La nostra posizione è chiarissima: Monselice ha già dato anche troppo alla grande distribuzione. E’ arrivato il momento di fare qualcosa anche per i negozi del centro storico”. Il presidente di Ascom Padova Confcommercio sceglie la metafora calcistica per commentare la situazione. “La partita – spiega Patrizio Bertin – è come una semifinale di Champions: c’è un’andata e c’è un ritorno. Diciamo che noi adesso siamo in vantaggio perché abbiamo fatto un gol e l’abbiamo fatto in trasferta. Fuori di metafora – continua Bertin – va detto che il consiglio comunale di Monselice ha evidenziato che non ci sono giustificazioni né economiche, né sociali, né giuridiche ad un provvedimento che avrebbe avuto l’effetto di mettere in difficoltà i negozi del centro cittadino, “aprire” al degrado e cementificare un territorio che proprio in questi giorni l’Ispra individua come uno dei più compromessi con gravi rischi idrogeologici”.

I CITTADINI Mentre il sindaco Francesco Lunghi ribadisce che il progetto è importante anche dal punto di vista occupazionale, la cittadinanza si divide. “Io non sono contraria per principio alla grande distribuzione – ha commentato Erika Muraro, cittadina di Monselice – Non dico che debbano nascere centri commerciali come funghi, ma non è neanche possibile fermare l’evoluzione del commercio: la grande distribuzione va incontro alle esigenze sempre più specifi che della gente comune che, per esempio, ha tempo per fare la spesa solo al sabato o addirittura alla domenica”.

di

Emanuele Masiero

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