Padova, Palazzo del Bo si svela al pubblico

 

 

palazzo-bo_bigQuando si pensa all’Università di Padova e alla sua storica sede, viene subito in mente il teatro anatomico, la cattedra di galileo, il Cortile Antico con le centinaia di stemmi che evocano la millenaria tradizione di scienza e cultura della città. Eppure tra le mura dell’ateneo c’è molto di più, e a partire da questo mese sarà possibile scoprilo. Durante tutti i fi ne settimana l’intero complesso monumentale apre i battenti al pubblico, offrendo visite guidate della durata di circa un’ora che porteranno alla scoperta dei luoghi più classici e del patrimonio più recente e meno conosciuto. “Nella percezione del turista, ma anche del padovano, il Bo è solo quello “storico”, ovvero il comparto più antico del Palazzo concentrato intorno al Cortile Antico – afferma il Rettore, professor Giuseppe Zaccaria. Il resto, volumetricamente ben più rilevante, è considerato quasi una aggiunta posticcia e trascurabile della parte “nobile”. In realtà il “nuovo Bo” è, ormai, esso stesso, sede storica e non meno importante del Bo “antico”, sia in termini di architettura che di contenuto artistico”.

Nella percezione – o mancata percezione – pesa il marchio dell’epoca in cui il nuovo Bo è stato pensato e realizzato: il Ventennio Fascista: “Al di là del giudizio ideologico – continua Zaccaria – non si può non ammirare ciò che la volontà del Rettore Carlo Anti, unita alla creatività di Gio Ponti, ci ha lasciato. Qui e al Liviano si concentrano pagine fondamentali della storia dell’arte, del design e dell’architettura italiana della prima metà del Novecento, pagine sconosciute ai più che riteniamo doveroso svelare alla città e a chi visita Padova.” Il nuovo percorso, dopo aver attraversato il cuore più antico del complesso, prosegue, attraverso la Basilica – chiamata così per la presenza delle colonne in cemento rivestito di stucco rosso – nel Bo Novecentesco. Ci si potrà addentrare negli spazi del Rettorato, prima non aperti alle visite, in cui, sala dopo sala, si evidenzia il genio creativo di Gio Ponti: tutto è suo, dai disegni dei pavimenti marmorei, ai colori delle pareti, ai mobili, lampadari e ogni genere di arredo, posaceneri e maniglie comprese. E tutto è stato conservato senza stravolgimenti, offrendoci oggi una testimonianza unitaria e perfetta di design italiano ai massimi livelli. Così nel Circolo dei Professori, con la Sala di Lettura, la Sala da Pranzo, la Sala del Caminetto e persino nella cucina. Ponti e il Rettore Carlo Anti chiamarono a lavorare al nuovo Bo artisti di fama, secondo un progetto perfettamente coerente. Nel percorso troviamo tra gli altri Gino Severini, Achille Funi, Ferruccio Ferrazzi, Pino Casarini, Arturo Martini, Carlo Scarpa, Filippo De Pisis, Paolo De Poli, Antonio Fasan. Persino lo Studio del Rettore, anch’esso arredato da Gio Ponti, sarà offerto ad uno sguardo del visitatore. È il connubio tra scienza, vicende umane, grande storia, arte, architettura e vita quotidiana, a dare un fascino unico a questa visita che, in una sola ora, conduce attraverso otto secoli di vita di un Ateneo che è stato e continua ad essere una delle eccellenze del nostro Paese. (info: www.unipd.it)

di
Laura Organte

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