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Piove di Sacco, la proposta dei sindaci contro il gioco d’azzardo

gioco-azzardoLa lotta al gioco d’azzardo è al centro dell’agenda politica degli amministratori locali. Tanto a destra quanto a sinistra i sindaci della Saccisica cercano, con i mezzi a disposizione, di limitare l’apertura di nuove sale gioco e le installazioni di videopoker. Il sindaco di Brugine, Michele Giraldo, si appella ai colleghi: “Formiamo un fronte unico, composto da nove amministrazioni comunali, unite nella lotta alla ludopatia attraverso un’ordinanza condivisa che anticipi gli orari di chiusura delle sale giochi e riduca il tempo di funzionamento delle slot machine”.

Giraldo propone di adottare alla conferenza dei sindaci il testo dell’ordinanza già in vigore nel suo Comune, in base alla quale le sale gioco potranno rimanere aperte soltanto per otto ore al giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, tutti i giorni, festivi compresi. E la stessa fascia oraria dovrà essere rispettata anche per le macchinette e le slot posizionate in altri esercizi come bar, tabaccherie e ricevitorie perché, fuori dagli orari consentiti, dovranno rimanere spente. “L’ordinanza è uno dei pochi strumenti in mano agli amministratori nella lotta alla ludopatia – ha rilevato Giraldo – per questo è importante che al tavolo della conferenza sindaci si discuta e si metta in atto una proposta seria e concreta per affrontare con decisione questo importantissimo tema”.

Anche altre amministrazioni stanno tentando di mettere un freno al gioco patologico. I Comuni di Piove di Sacco, Arzergrande, Polverara e Legnaro (quest’ultimo al prossimo consiglio comunale) hanno aderito al “Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco d’azzardo” (che chiede una riforma chiara in materia). Sant’Angelo ha provato a porre dei limiti geografi ci, vietando l’apertura di nuove sale gioco vicino ai luoghi sensibili come scuole, parrocchie, impianti sportivi e case di cura. Piove di Sacco, al lato pratico, ha deciso di agire sulla leva fiscale con uno sconto del 15% sulla tassa di occupazione del suolo pubblico per le attività che rinunciano alle slot.

L’iniziativa è stata sperimentata nel 2014 e quest’anno la giunta ha deciso di riconfermare la riduzione di cui, finora, hanno beneficiato una quindicina di esercizi commerciali. Per poter usufruire dello sconto sono necessari alcuni requisiti: oltre all’assenza di giochi, il gestore del locale non deve essere, anche per quota, gestore, institore, gerente di una sala giochi che sia a meno di 700 metri di distanza dal locale per cui chiede l’occupazione di suolo pubblico. Polverara ha deciso invece di puntare sulle campagne di sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani. Arzergrande sta valutando la possibilità di intervenire sugli orari di apertura e chiusura dei locali. Un’altra proposta è quella del sindaco di Saonara, Walter Stefan, che suggerisce di eliminare slot e videopoker dai locali pubblici confi nandole nei casinò. Ne andrebbe aperto uno in ogni città. L’obiettivo è allontanare i giocatori occasionali dalle macchinette mangia soldi e prevenire, così, l’insorgere di un’eventuale dipendenza.

 

di
Martina Maniero

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