Porto Tolle: rottura insanabile tra Enel e Comune

polesine camerini“Enel non sta rispondendo agli impegni presi”. Esordisce così il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan nel commentare la vicenda del colosso energetico. ”Enel si era impegnata a realizzare un sito produttivo significativo – spiega il sindaco – e nel mese di ottobre, attraverso una lettera aveva rinunciato alla riconversione della centrale a carbone e l’impegno di realizzare un altro investimento nel nostro territorio. Da quel momento non abbiamo più avuto niente di concreto e di ufficiale per il futuro. Solo qualche parola. Anzi, di ufficiale c’è solo la questione che riguarda il pagamento dell’Imu, per la quale Enel ha provveduto a pagare degli importi in base alla sua programmazione, che differisce dall’importo iniziale, per il quale avevamo pianificato il bilancio comunale”. In pratica Enel, in considerazione del fatto che il sito di Polesine Camerini non è più produttivo, ha richiesto il declassamento della centrale nel febbraio 2014. A quel punto, in base ad atti ufficiali, il comune ha richiesto all’agenzia del territorio una formale richiesta di verifica del Docfa (Documenti catasto fabbricati) di declassamento, successivamente, nel maggio 2014 i tecnici dell’agenzia hanno effettuato un sopralluogo in centrale a seguito del quale decidevano di non confermare il docfa e rimettere in atti la rendita originaria di 10.225.846,60 euro.

E nel dicembre 2014 il Comune ha notificato a Enel l’avviso di accertamento dell’importo di 7.177.659 euro. Nel frattempo sono continuati i contatti con l’Agenzia del Territorio, a seguito dei quali si apprende nel mese di ottobre che Enel impugna il provvedimento dell’Agenzia del Territorio che ha rettificato il docfa di declassamento. Il Comune ha così proceduto a richiedere copia degli atti formalizzando la richiesta di intervento dell’Avvocatura dello Stato. Enel nel mese di gennaio ha presentato un nuovo docfa con cui riduce la rendita all’importo di 1.500.000 euro ovvero del 90%. A quel punto, il comune risollecita i Ministeri competenti ad intervenire sulla grave situazione relativa alla chiusura della centrale. ”In breve – commenta il sindaco Bellan – degli oltre 7 milioni dell’Imu, che Enel doveva pagare, 5 milioni sono andati allo Stato, il resto, i due milioni, dovevano entrare nelle casse comunali. Ma Enel, in realtà ha pagato secondo i suoi calcoli, già con la riduzione applicata, circa 500mila euro nel 2014, anziché i 2 milioni di euro”. “Enel vuole la botte piena e la moglie ubriaca – commenta il consigliere comunale Giacomo Bovolenta – ovvero da un lato ha rinunciato alla riconversione della centrale a carbone, dall’altro trasferisce i dipendenti e nel contempo fa richiesta della revisione dell’Imu”.

“E’ una situazione grave – prosegue il sindaco Bellan – alla quale si aggiunge il fatto che Enel vuole trasferire i dipendenti, un chiaro sintomo che il colosso energetico non ha intenzione di investire nel nostro comune. Noi siamo con i lavoratori che hanno manifestato per smuovere l’opinione pubblica e chiediamo alla Regione e ai ministeri di competenza di intervenire”. Per queste motivazioni il sindaco Bellan, in data 15 maggio, ha chiesto un incontro per fare il punto della situazione.

di
Guendalina Ferro

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