Rovigo, l’addio del commissario Claudio Ventrice

ventrice“Abbiamo fatto tanto. E chi pensava che il commissariamento avrebbe ingessato la città credo proprio che si sia dovuto ricredere”. Claudio Ventrice è soddisfatto e consapevole dei risultati raggiunti, al momento di salutare per cedere il testimone al nuovo sindaco. Per 11 mesi, assieme alla propria squadra, ha guidato il capoluogo. E, in effetti, ha fatto. “Quaranta interventi in 11 mesi”, cita preciso. Lo hanno affiancato il subcommissario Massimo Zavagli e Gaia Sciacca.

“Ci siamo impegnati al massimo – dice per risolvere problemi che erano divenuti annosi per la città. Credo di avere lasciato al nuovo sindaco bilanci più snelli e meno carichi pendenti”. La ripartizione dei lavori ha visto il subcommissario attento soprattutto alle questioni economico finanziarie, il commissario invece ai lavori pubblici e alla sicurezza degli edifici.

Il commissario snocciola uno alla volta gli interventi, in particolare quelli che riguardano i lavori pubblici. Una autentica corsa contro il tempo che ha consentito di portare a compimento tutti i cantieri che il commissario prefettizio al proprio arrivo aveva trovato aperti, più o meno incompiuti. Tra questi il Palazzetto dello Sport, la palestra di Borsea e via Fuà Fusinato. “Il primo l’abbiamo praticamente messo a nuovo, la seconda era bloccata da anni e sono davvero felice di averla consegnata alla frazione perchè è davvero un bellissimo edificio”.

Non meno importante è stata la maniera in cui è stata affrontata la questione del Tribunalone, ossia il trasferimento e ampliamento di parte degli uffici nella nuova sede decentrata di via Mazzini, che ha accolto cancellerie, aule di udienze, studi di giudici e archivi. “Anche se non è stato facile – ammette – siamo riusciti a rispettare la tabella di marcia, a fronte di una procedura assolutamente non semplice, anzi, anche più difficile del previsto”. Grande attenzione è stata riposta poi al taglio degli sprechi, con risultati che ora Ventrice cita con soddisfazione, evidenziando per esempio lo spostamento dell’ufficio Tributi da viale Trieste alla sede dell’Iras, “con un risparmio di 22 mila euro all’anno, che per 10 anni fanno una somma di tutto rispetto”.

E poi c’è anche l’abbattimento dei ruderi di vicolo Biscuola e la sistemazione del tetto della scuola di Grignano, scoperchiata dalla tromba d’aria che ha colpito la città: “E’ stata rimessa in ordine con una velocità esemplare, così come abbiamo concluso in tempi record la manutenzione della sede del Cur in via Marconi. Erano caduti dei calcinacci e non era più sicuro per gli studenti. In brevissimo tempo li abbiamo riportati in aula senza pericoli”.

Ventrice ricorda anche l’approvazione del piano mercatale “che mancava da 10 anni in questo capoluogo”, e la razionalizzazione dei dehor, con l’intervento in Soprintendenza per sbloccare la situazione in stallo da anni”. La squadra commissariale ha rivisto anche il regolamento delle attività rumorose e il piano di zonizzazione”.

Insomma: in questi 11 mesi il commissario e la sua squadra hanno fatto tanto. Tanto che sui social network, ma anche più prosaicamente sul liston, in tanti si sono domandati se non sarebbe stato meglio proseguire con una gestione di questo tipo. Una provocazione, certo, o al massimo una boutade. Ma comunque uno scherzo che deve fare riflettere i politici di professione. E soprattutto il nuovo sindaco, chiamato a confrontarsi con chi ha dimostrato che fare si può.

Di
Elisa Dall’Aglio

Lascia un commento