Unione dei Comuni della Saccisica: continua il pressing

fusione comuniUn’accelerazione verso la fusione dei Comuni della Saccisica. È quella sollecitata dal centrosinistra di Brugine. Il tema è stato affrontato il mese scorso durante un incontro pubblico organizzato dal gruppo consiliare “Amiamo Brugine e Campagnola”. Sul palco della sala polivalente i due consiglieri comunali di Abc, Marco Miazzi e Cristina Carraro con l’ex sindaco Silvia Salvagnin e il primo cittadino di Este, Giancarlo Piva. Dell’ipotesi di fusione si discute da anni ma per la Saccisica è una prospettiva ancora lontana anche perché, per ora, non c’è alcun obbligo di legge che imponga alla maggioranza dei Comuni piovesi di andare oltre la gestione associata dei servizi.

Il centrosinistra locale torna però alla carica in maniera decisa con l’obiettivo di rilanciare la discussione a livello sovra comunale. Salvagnin mette sul piatto tre proposte a breve, medio e lungo termine. L’istituzione di un tavolo permanente di concertazione tra amministratori; la ripartizione del territorio in tre aree omogenee da 20 mila abitanti l’uno: Piove di Sacco a sé; Legnaro, Polverara e Sant’Angelo da una parte; Brugine, Codevigo, Pontelongo e Arzergrande dall’altra (volutamente è stato escluso il Comune di Correzzola “per la sua vocazione verso Cona e Cavarzere”) e infine la costituzione di un unico Comune della Saccisica.

I vantaggi della fusione sono molti, ha ricordato Salvagnin, sul piano dei servizi e della gestione del personale, ma il più importante è la possibilità di avere più peso politico e quindi una maggior capacità di contrattazione con gli enti superiori. Altrettante però sono le resistenze, quella più forte è il “radicato campanilismo e il timore di perdere l’identità e la rappresentatività” ha detto. Soprattutto delle frazioni e degli enti più piccoli. Sull’importanza dell’aspetto dimensionale dei Comuni insiste anche Piva, che insieme al collega di Ospedaletto ha avviato l’iter (per loro non obbligatorio) per la fusione dei due Comuni.

Il primo cittadino estense ha ricordato anche i notevoli vantaggi sul piano economico conseguenti la fusione: il riconoscimento di un contributo pari al 20% dei trasferimenti erariali del 2010 e l’esenzione per 5 anni dal patto di stabilità. A scegliere saranno comunque i cittadini, non solo nelle varie fasi di consultazione, ma anche attraverso un referendum (che non tiene conto del quorum, cioè decide chi va a votare). “La vera sfida da vincere è proprio con i cittadini – ha rilevato Piva – bisogna coinvolgerli nel processo di istituzione del nuovo ente, spiegando loro che non viene persa l’identità o la rappresentatività (tra l’altro garantita per legge dalla normativa regionale) perché questa non è data dai confini amministrativi di un Comune”. Si dice scettico il sindaco di Brugine Michele Giraldo (l’unico sindaco piovese in sala all’incontro) che suggerisce di usare le funzioni associate come banco di prova. “Tenterei questa strada per non fare il passo più lungo della gamba – ha detto – solo se i risultati saranno buoni potremmo in seguito pensare all’istituzione di enti di pari livello”.

 

di
Martina Maniero

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