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Ascom: le sagre penalizzano il commercio in Riviera

Festa Avis  2011 006E’ da tempo che il malumore monta fra gli operatori commerciali della Riviera del Brenta: cali di fatturato sempre più evidenti di anno in anno, e per tanti però non è solo colpa della crisi, ma anche della moltiplicazione di eventi di piazza. Sagre e serate manifestazioni a scopo benefico o pro – parrocchie. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Ascom della Riviera del Brenta, Ennio Matterazzo. “Di sagre – dice Matterazzo – ce ne sono troppe, sempre più frequentate a causa della crisi, e provocano un crollo di fatturato per bar, ristoranti, pub e gastronomie”. Matterazzo da mesi raccoglie le lamentele di centinaia di iscritti alla sua associazione. E dà i numeri del problema. “Nel comprensorio dei 10 comuni della Riviera del Brenta – dice – c’è una miriade di eventi dai nomi più fantasiosi. Eventi che hanno come comune denominatore la gastronomia e il cibo a basso costo. Questi momenti volontaristici, che si sviluppano durante tutto l’arco dell’anno soprattutto nei week end, sono spesso creati per finanziare le parrocchie, o appuntamenti con la beneficienza. Ma non solo. A volte sono a scopo di lucro, e hanno solo un paravento sociale”. I problemi sono tanti. “Va detto – spiega il presidente dell’associazione dei commercianti – che oltre a non essere soggetti a controlli capillari sulle condizioni igieniche come i ristoranti e pub e pizzerie, hanno anche una decontribuzione fi – scale che li favorisce. Inoltre questo va unito al fatto che in questi anni a causa della crisi, sempre più persone si recano alle sagre, dove per mangiare si paga di meno. Ciò succede perché in un ristorante i costi del personale sono fissi e regolamentati per legge, e non si può certo far passare per volontario un cameriere e un cuoco”. L’Ascom chiede l’intervento dei sindaci della Riviera del Brenta per limitare un fenomeno che rischia di far chiudere decine di esercizi commerciali. Una risposta arriva dal vicepresidente dei sindaci dell’Ulss 13, Fabio Livieri che è anche sindaco di Campagna Lupia. ”Le lamentele dei commercianti – spiega Livieri – sono più che comprensibili. Va detto, però, che come sindaci di Riviera e Miranese non possiamo certo vietare le sagre, se le associazioni che le organizzano hanno tutti i permessi in regola. Andrà fatta più attenzione su quegli eventi inventati di sana pianta a scopo di lucro, non legati ad alcuna tradizione”. Il sindaco promette però più attenzione. “Se necessario con i vigili – afferma – faremo controlli fi scali ad hoc, coinvolgendo la Guardia di finanza per vedere, se qualcuno fa il furbo. Saranno stretti anche i controlli di tipo sanitario”. L’Ascom, intanto, intende tenere alta l’attenzione, ed intende portare la questione alla prossima conferenza dei sindaci. Insomma, una questione che certo non finisce con il periodo estivo, visto che le sagre si moltiplicano come i funghi, oramai per tutto il periodo dell’anno.

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