Home Diritti Conselvano Avviare una nuova attività economica: i regimi fiscali

Avviare una nuova attività economica: i regimi fiscali

MINIMIChiunque inizi un’attività d’impresa o un lavoro autonomo deve scegliere quale regime fiscale e contabile adottare. Ciò avviene dopo aver preso in considerazione gli aspetti economici e finanziari che caratterizzano la nuova attività. Le alternative sono diverse e dipendono dalla tipologia di business scelto, dalla clientela di riferimento e dai beni strumentali che verranno utilizzati. Se prendiamo in considerazione i regimi fiscali attualmente in vigore vi sono tre alternative: Regime fi scale ordinario abbinabile a diversi regimi contabili, il regime dell’imprenditoria giovanile e dei lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2, D.L. 98/2011 e il regime forfetario dei contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni di cui all’art. 1, comma 54, della L. 190/2014.

Il primo è il regime fiscale normale per le società e le imprese avviate da molti anni, gli altri due sono regimi introdotti per agevolare le nuove attività economiche e per l’accesso/permanenza è necessario possedere dei particolari requisiti stabiliti dalla normativa di riferimento sulla quale porre particolare cautela per non incorrere in spiacevoli rettifiche (es. ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie, acquisti di beni strumentali limitati, ecc.). Il primo dei regimi agevolati, c.d. “Regime dei minimi”, prorogato per il 2015 con il “Decreto Milleproroghe, è nella maggioranza dei casi il più favorevole in quanto sconta un’imposta più bassa, ma ha requisiti d’accesso molto restrittivi. Entrambi i regimi agevolati sono assoggettati ad un’unica imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali (5% per il “Regime dei minimi” e 15% per il “Regime forfetario”), viene inoltre concesso l’esonero dalla normativa IVA, IRAP, Studi di settore/parametri e non devono essere applicate le ritenute d’acconto sulle fatture di vendita. Discorso a parte sui contributi previdenziali INPS commercianti e artigiani, per i quali è previsto, solo per le imprese che aderiscono al “Regime forfetario”, un regime contributivo opzionale di esonero dal versamento sul minimale di reddito. Mentre per coloro che non sono coperti da altra forma previdenziale e gravitano attorno alla gestione separata INPS incombe l’aliquota contributiva massima del 27,72%. In conclusione, dovrà essere posta particolare attenzione all’analisi iniziale dell’inquadramento fi scale della nuova attività, monitorarla periodicamente al mutare delle condizioni di base, considerato che tale scelta incide sul futuro dell’impresa.

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