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Badia Polesine non vuole la diga sull’Adige

diga progettoUna diga sull’Adige a Badia Polesine per produrre energia elettrica, questo quanto previsto dal progetto presentato alla Sezione di Rovigo del Bacino Idrografico Adige Po da una ditta padovana, per un importo di 42milioni di euro. Appresa la notizia, molti enti e associazioni si sono organizzati per capire meglio di cosa si tratta a e per valutare le possibili conseguenze di tale opera sul corso del fiume e sulla realtà ambientale che lo costituisce. “Anche il Comune di Cavarzere sta seguendo con molto interesse l’argomento – informa l’assessore Luciana Mischiari – si cerca di capire l’impatto ecologico e socioeconomico che potrebbe avere tale opera. Abbiamo partecipato già a tavole rotonde indette da enti come i Consorzi di bonifica e incontri pubblici indetti dai cittadini stessi. Alcuni comuni hanno già espresso il loro diniego all’opera con delibere di giunta, a Cavarzere si sta organizzando un incontro pubblico aperto a tutti i cittadini con la partecipazione di esperti che illustreranno il progetto evidenziando carenze, verranno invitate anche associazioni di categoria e ambientalisti come Wwf e Legambiente”.

Nel frattempo, a giorni verrà consegnato alla Regione Veneto un documento firmato da molti comuni, enti ed associazioni dove verrà richiesto di fermare il progetto. “Anche questa amministrazione – così l’assessore Mischiari – sarà tra i sottoscrittori di tale documento in quanto da prime indagini riscontra effetti devastanti sul corso del fiume e sull’agricoltura locale, si parla poi di un eventuale rischio del cuneo salino che comprometterebbe la fornitura di acqua potabile”. Fermamente contraria al progetto e l’associazione “Cavarzere 5 Stelle” che ha aderito fi n dalla prima ora al Comitato No-Diga. “Viste le rilevanti conseguenze che il progetto avrà sull’agricoltura cavarzerana e sulla salute pubblica – scrive l’associazione in un volantino – vi è la necessità di condividere con la popolazione i timori legati alla realizzazione dell’opera. Il Wwf ha presentato varie osservazioni riguardanti le zone protette presenti lungo il corso del fiume, tra le quali le Marice, paventando la rottura dei fragili equilibri che le caratterizzano”.

di
Nicla Sguotti

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