Bitonci contrario alla Città Metropolitana: “Noi lavoriamo alla Grande Padova”

massimo-bitonci-sindaco-140610153824_big1Sul progetto della Città Metropolitana Padova – Venezia – Treviso il sindaco di Padova Massimo Bitonci non ha cambiato idea in questi anni e non intende farlo adesso, nemmeno di fronte alla storica conquista del Comune di Venezia da parte del centrodestra. Qualche giorno dopo la sua elezione il neo sindaco Luigi Brugnaro ha rilanciato l’idea, discussa già in campagna elettorale, di un’area metropolitana ben più vasta del territorio circoscritto alle città di Padova e Treviso, che comprenda l’intero “bacino scolante” in laguna.

Il che significa gran parte delle tre province, oltre a Venezia ovviamente, ma anche una porzione importante del territorio di Rovigo, Belluno fi no a Pordenone. Insomma un’area vasta che comprende buona parte del Veneto, e non solo. Ma l’idea non va proprio a genio a Bitonci che, oggi come in passato, non prende nemmeno in considerazione l’idea di un “matrimonio” con la città Lagunare. Del resto il progetto del sindaco leghista è sempre stato quello di una Grande Padova, vista come alternativa alla città metropolitana disegnata dagli avversari di centrosinistra. Quindi, niente città metropolitana con Venezia, inglobando anche Noventa Padovana, Cadoneghe e Vigodarzere, i cui sindaci di area centrosinistra avevano appoggiato il progetto fi n dall’inizio schierandosi a fi anco dell’allora sindaco di Padova Flavio Zanonato.

Contrari invece gli amministratori di centrodestra, a partire da Vigonza. Accanto alla motivazione di carattere politico Bitonci fa anche una valutazione economica, che prende le mosse dalla situazione in cui versa l’amministrazione veneziana. “Faccio i migliori auguri al neo eletto sindaco di Venezia – ha dichiarato Bitonci di fronte alla proposta di Brugnaro – il compito che ha davanti è gravoso. Amministrare un Comune con 50 milioni di buco non dev’essere facile, ma sono sicuro che un uomo pratico come lui riuscirà nell’impresa. I debiti di Venezia saranno saldati dai veneziani secondo le modalità che Brugnaro, in assoluta indipendenza, vorrà adottare”.

Messo in chiaro questo, il sindaco di Padova prosegue ribadendo la sua intenzione: “Con Brugnaro il Veneto continua il suo percorso verso il cambiamento. Cambiamento che l’Amministrazione padovana ha deciso di interpretare anche con il progetto della Grande Padova, alternativo alla Città metropolitana tratteggiata da Zanonato, Rossi, Manildo e Orsoni. A Padova, da un anno, abbiamo iniziato a recuperare le perdite delle società partecipate che la precedente Amministrazione aveva affidato a mani a dir poco inesperte, sostituendo chi ha creato buchi con professionisti, avvocati e commercialisti che le riporteranno in attivo”. Del resto già nel 2012 l’allora parlamentare leghista Bitonci affermava che “la città metropolitana non conviene”, più o meno per gli stessi motivi: “L’unione con la realtà veneziana, anche qualora non diventasse accorpamento, per i padovani sarebbe sconveniente. Al debito del Comune di Venezia che blocca gli investimenti e rallenta i lavori per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico, va aggiunto il miliardo di euro di buco accumulato dalle partecipate”. Ciascuno per la sua strada, aspettando di capire se anche l’idea della Grande Padova sarà destinata a rimanere nel fondo di un cassetto.

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