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Bojon, polemiche sulla circonvallazione ferma da tre anni

circonvalazione bojon1aA Bojon di Campolongo Maggiore nasce un nuovo comitato, si chiama “Finiamola”. Ha un nome che è un programma, e si riferisce alla circonvallazione di Bojon. Si tratta di un’opera da otto milioni di euro, finita da tre anni fa e ferma, perché mancano da completare gli ultimi 500 metri. Il nuovo comitato minaccia di bloccare la strada provinciale 14 per protesta, quella cioè che collega Dolo con Piove di Sacco. A spiegarlo è il portavoce del comitato Marino Zamboni. ”La circonvallazione di Bojon – dice –- è un’opera costata otto milioni di euro, per portare fuori il traffico pesante dal comune di Campolongo, ed è ancora ferma. Uno spreco di risorse immane. Per renderla fruibile mancano da completare solo 500 metri, ma a causa di complicazioni burocratiche e giudiziarie, nessuna auto o mezzo pesante potrà passarci ancora, non si sa per quanto tempo”. Ma facciamo un passo indietro. L’opera è una strada lunga circa quattro chilometri, cominciata nel 2005, quando Regione, Provincia e Comune, avevano firmato per la costruzione del sottopasso ferroviario. L’intervento inizialmente costava sette milioni e 230 mila euro (ora salito a otto milioni). Sono passati 13 anni, ma l’opera sembra infinita. La strada è completata, fatta eccezione della pista ciclabile. Il cantiere è chiuso da tre anni per i 500 metri mancanti. A rispondere dell’iter c’era, fi no a circa un anno fa, l’ex assessore Renato Chisso, poi finito in galera con la vicenda delle tangenti del Mose. Il Comune in questi mesi aveva avuto la rassicurazione dalla Regione che sarebbe stato aperto un nuovo bando di gara per assegnare i lavori mancanti. Ma poi l’ennesima doccia fredda. “A complicare tutto – spiega il sindaco Alessandro Campalto – dopo che la Regione aveva promesso gli stanziamenti, è arrivato il provvedimento della magistratura che ha stabilito il pignoramento dei fondi. I cittadini hanno ragione a protestare. Insieme ai necessari tempi dell’azione giudiziaria, vanno rispettate anche le esigenze dei centri urbani di vedersi alleggeriti dal traffico”. Intanto i residenti non ci stanno, e chiedono che almeno un passo in avanti sia fatto dal Governo nazionale, permettendo lo sblocco dei fondi pignorati. “Siamo pronti – dice Zamboni – oltre che a protestare in strada, anche a protestare davanti alla sede del Prefetto a Venezia“. Una assemblea sul tema si era tenuta proprio a Bojon nelle scorse settimane.

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