Carla Tramarin, la donna che macina chilometri in bicicletta

pag. 10 carla tramarin 1La sua specialità? Maratone ciclistiche di centinaia di chilometri, le cosiddette Randonnée, percorsi dai 200 chilometri in su, da compiere in autonomia, dove non c’è un vero vincitore, ma un tempo massimo in cui si deve completare la prova per ottenere il brevetto. Per Carla Tramarin, che è tesserata con il G.s.c. Campagnolese, l’attività sportiva è sempre stata vissuta come una sfida nei confronti di se stessa, tesa sempre a misurare e superare i propri limiti. Prima con la pratica del podismo e la partecipazione a numerose maratone in tutto il mondo, poi, una volta appese le scarpette da corsa al chiodo, in sella a una bicicletta. Tutto è iniziato nel maggio del 2009 con i 200 chilometri della “Nove Colli by Night” per arrivare già l’anno successivo a portare a termine, dentro il limite delle 135 ore, la mitica “1001 Miglia”, considerata la più lunga e dura Randonnée d’Europa con i suoi 1.600 chilometri e 16.000 metri di dislivello. Il percorso parte in periferia di Milano, scende quasi a Roma, per poi far ritorno in Lombardia. Una grande prova di resistenza, considerando che viene fatta in piena estate e portarla al traguardo diventa veramente un’impresa. Per capire la portata dell’impegno profuso basti pensare che per accedere a queste lunghe Randonnée, il regolamento prevede che l’atleta debba aver portato a termine nello stesso anno dei brevetti obbligatori di 200, 300, 400 e 600 chilometri. Negli anni successivi altre sono state le imprese. Nel 2011 Carla ha ottenuto il brevetto alla PBP (Parigi-Brest-Parigi), ritenuta una sorta di Olimpiade delle Randonnée, per il numero dei partecipanti e le difficoltà che si affrontano nel corso della pedalata. Il 2013 è stata la volta della MGM (Madrid- Gijón-Madrid) sulla distanza 1.200 chilometri mentre lo scorso anno nel curriculum di Carla è entrata anche l’HBKH (Amburgo- Berlino-Colonia-Amburgo) sulla distanza di km 1.500 con un dislivello di 12.000 metri.

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