Città Metropolitana, nuovi finanziamenti per il comune

venezia panoramicaCittà Metropolitana, si va a grandi passi verso la sua costituzione, e dopo l’elezione a primo cittadino del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, la nuova realtà amministrativa prenderà forma nel giro di qualche mese. Sono fissate le elezioni di secondo grado il prossimo 9 agosto. In questa data infatti i consiglieri comunali del municipi dell’area metropolitana eleggeranno i diciotto consiglieri del Consiglio metropolitano e la Provincia di fatto non esisterà più. Ma il sindaco della città lagunare, per sciogliere alcuni nodi di interesse strategico per Venezia, e per tutta la nuova realtà amministrativa, è intenzionato ad incontrare il premier Matteo Renzi.

Brugnaro non vuole chiedere alcun rifinanziamento per la Legge Speciale di Venezia, richiesta già bocciata all’epoca del commissario Vittorio Zapparlorto per mancanza di fondi da parte dello Stato. Il nuovo sindaco pensa invece a un contributo di uno o due euro a crocierista che sbarca a Venezia, giustificato anche con le esigenze di salvaguardia della città. Il contributo potrebbe essere richiesto anche per i passeggeri che si imbarcano o sbarcano all’aeroporto Marco Polo. L’addizionale sarebbe istituita sia per Venezia, che per tutto il territorio della Città metropolitana. Si tratta di una possibilità prevista in modo specifico dalla legge istitutiva delle Città Metropolitane. Essendo già prevista nel testo della legge istitutiva, infatti, basterebbe un decreto legge per concretizzarla. La richiesta dei sindaci delle Città metropolitane dell’imposta, è pensata in modo specifico per compensare i tagli previsti dalla Legge di stabilità. Si tratta di una richiesta pressante fatta in più occasioni nel corso degli ultimi mesi, e il Governo potrebbe concederla, visto che va nella direzione di una razionalizzazione dei tributi locali, previsti con la nuova local tax. Insomma la nuova Città Metropolitana potrebbe avere tante nuove forme di entrate. Resta poi il rebus sull’elezione diretta del sindaco della nuova realtà amministrativa.

Una ipotesi di maggior democrazia su cui lo stesso Brugnaro è favorevole. Si tratta di elezioni dirette comunque, che per poter essere indette, hanno bisogno di due presupposti: un aggiustamento della legge che ha abolito le Province e istituito la Città Metropolitana e la suddivisione del territorio del Comune di Venezia in “aree omogenee” (Laguna, Isole, Mestre, Marghera) e ciò potrebbe portare anche ad indire l’ennesimo referendum per l’autonomia di Mestre da Venezia. Elezioni dirette e referendum, del resto, sono punti cardine dell’accordo di programma stretto tra il primo e il secondo turno delle elezioni, tra il sindaco Luigi Brugnaro e i suoi più stretti alleati politici: Francesca Zaccariotto, Simone Venturini, Renato Boraso e Gian Angelo Bellati. Sempre dal punto di vista politico intanto il Pd Veneziano, uscito sconfitto pesantemente dalle elezioni comunali, chiede che nel processo di formazione del nuovo ente, siano coinvolte in modo organico anche le opposizioni. Restano sul tavolo poi alcune questioni tecniche.

Dal giorno dopo il 9 agosto, data in cui i consiglieri comunali dei municipi dell’area metropolitana eleggeranno i diciotto consiglieri del Consiglio metropolitano, la Provincia non esisterà più. Dove finiranno i 32 agenti della Polizia provinciale attualmente in servizio? Secondo il commissario della Provincia abolita per legge, cioè Cesare Castelli, finiranno negli organici della Polizia municipali dei vari comuni che appartengono all’area, sulla base della loro residenza anagrafica. Insomma, se uno abita a San Donà o a Portogruaro si cercherà di evitare di spedirlo a Chioggia o a Dolo. A decidere sarà comunque alla fi ne sempre il sindaco metropolitano. Naturalmente, verranno trasferite anche le competenze della Polizia provinciale, che sono quelle che riguardano la caccia, la pesca e soprattutto quelle delicatissime inerenti l’ambiente. La nuova normativa sugli eco reati è ancora in fase di studio, ma fi n da subito richiede uno stretto collegamento tra autorità giudiziaria e autorità amministrativa. L’esperienza sin qui sviluppata con il “Tavolo tecnico di vigilanza” sarà la base per i necessari sviluppi. Dal 2011 sono stati organizzati già 20 incontri del tavolo tecnico.

 

di
Alessandro Abbadir

Lascia un commento