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Crisi, a Monselice il commercio soffre

Monselice_piazza mazziniCrisi economica? Prezzi troppo alti? Grande distribuzione? Sta di fatto che il centro storico arranca ancora. Con una trentina di unità sfitte, la situazione non è per niente rassicurante. Il dato deriva dal monitoraggio periodico dell’Ascom che mette in evidenza come la crisi economica sia stata impietosa con i negozi di Monselice. L’area compresa tra le vie Roma, Battisti, 28 aprile e Zanellato, conta la moria più consistente di attività commerciali. Senza contare alcune strutture di tutto rilievo come l’ex cinema-teatro Astoria, piuttosto che altri edifici non strettamente commerciali, ma comunque legati ad un rilancio. In via Cadorna ad esempio, la “porta principale” per l’ingresso in città, le strutture fatiscenti crescono come funghi mentre i negozi arrancano sempre di più. Chiaramente viste le premesse diventa ancora più cruciale il destino del futuro centro commerciale previsto in via Colombo. Altrettanto vitale sarà il rilancio del centro storico con qualche idea forte e completamente nuova: le proposte degli ultimi 15 anni non hanno dato dei risultati tangibili. Ma a soffrire sembra essere solo il commercio nel centro storico perché logistica e servizi sono invece in crescita soppiantando il settore produttivo. A fi ne 2014 erano 2.350 le aziende attive: quelle agricole rappresentano il 15% e registrano un saldo positivo. Sul fronte della ristorazione e dell’accoglienza si è passati dalle 116 attività del 2009 alle 141 del 2014. Trend positivo anche per attività professionali, sanitarie, sociali, finanziarie e assicurative. Il 60% delle aziende sono imprese individuali e tra le società prevalgono quelle a conduzione familiare. Un dato che non stupisce, anzi è in piena tendenza con la linea imprenditoriale veneta che prevede una tenuta alla crisi grazie alla riduzione dei costi di esercizio. “La nostra zona industriale vede la presenza di realtà importanti e addirittura qualche multinazionale del settore logistico” ha commentato Andrea Parolo assessore alle attività produttive.

 

di
Emanuele Masiero

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