Dieta Chetogena normoproteica per il trattamento dell’ obesità

1431586845_obesitL’ Obesità e il sovrappeso hanno raggiunto in questi ultimi anni livelli che hanno spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a parlare di epidemia del terzo millennio, i dati pubblicati nel 2010 stimano che nei prossimi anni più di 2,5 miliardi di persone saranno in sovrappeso, di queste circa 700 milioni saranno obese, dati più che raddoppiati rispetto al 1980. Questo fenomeno sta diventando uno dei principali problemi di sanità pubblica, i costi legati all’ obesità rappresentano una quota compresa tra il 2 e 8% dei costi della sanità a livello mondiale (OMS), la spesa sanitaria di un obeso è in media più alta del 25% di un normopeso. In Italia i costi diretti per l’ obesità sono stimati intorno al 6,7% della spesa sanitaria pubblica, il 60% di tali costi sono dovuti ai ricoveri ospedalieri per patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumori e respiratorie che comportano una ridotta aspettativa di vita e un aggravio di spesa per il Servizio Sanitario Nazionale. In Italia i dati raccolti nel 2010- 13 dal sistema di sorveglianza Passi il 32% degli adulti è in sovrappeso, mentre l’11% è obeso. In totale il 42% della popolazione presenta segni di eccesso ponderale. Tra le principali cause dell’aumento di peso sono da attribuire a regimi di vita scorretti: alimentazione ipercalorica e ridotta attività fisica sono condizioni favorenti dell’accumulo di grasso corporeo.

La Dieta Chetogena Normoproteica in quest’ultimo periodo si è imposta come un’opzione clinica validata, un presidio medico semplice e sicuro a disposizione del medico per il trattamento dell’ obesità e del sovrappeso. Tra le indicazioni per questo regime terapeutico troviamo: Obesità grave e complicata da diabete tipo 2 e sindrome metabolica, patologie osteoarticolari, steatosi epatica (fegato grasso), ipertensione, ecc.

Il protocollo medico di trattamento di una dieta chetogena normoproteica si caratterizza di tre fasi:
– La prima fase: a rapido dimagrimento attivo in chetogenesi;
– La seconda fase: della transizione o della rieducazione alimentare;
– La terza fase: dell’equilibrio alimentare associato ad uno stile di vita sano e regolare.

La Prima Fase di Dimagrimento ha l’obiettivo di assicurare una perdita costante della massa grassa e un rispetto della massa magra. Questo obiettivo si raggiunge attraverso una riduzione significativa dell’apporto calorico (<800 calorie), un corretto apporto di proteine di alto valore biologico pre-assimilabili (1,2-1,5 gr per Kg di peso ideale), una complementazione di sali minerali e vitamine conforme agli RDA e ridotto apporto di carboidrati e grassi. Durante questa fase il paziente perde grasso senza sentire fame e stanchezza.

La Seconda Fase di Transizione o della Rieducazione alimentare si ha una reintroduzione graduale dei carboidrati con un aumento progressivo della razione calorica giornaliera. In questa fase il soggetto acquisisce un nuovo modo di alimentarsi attraverso un’alimentazione consapevole, conoscenza di quello che è utile, superfluo o dannoso per la salute.

La terza Fase o dell’Equilibrio alimentare il soggetto potrà acquisire attraverso uno stile di vita corretto la capacità di mantenere per lungo tempo il risultato raggiunto, costante attività fisica e corretta alimentazione dovranno essere i pilastri della nuova vita. La dieta chetogena normoproteica è a tutti gli effetti una terapia che il medico ha per controllare e trattare l’ obesità, ma come tutte le terapie occorre avere un corretto approccio per il suo impiego.

Il corretto approccio di questa terapia prevede:
1. Assenza di controindicazioni: insufficienza renale, cardiaca ed epatica, diabete tipo 1, gravidanza e allattamento, patologie psichiatriche e abuso di alcol e altro sostanze.
2. Definizione dei tempi di trattamento e modalità di induzione della chetosi, attraverso una riduzione dell’apporto glucidico in media tra i 20-50 gr/die.
3. Prescrizione secondo gli standard RDA di minerali e vitamine.
4. Programmazione dei follow up ematochimici (esami del sangue) per valutare l’andamento della terapia
5. Graduale inserimento dell’apporto glucidico per evitare il recupero di peso. In conclusione in un mondo sempre più affetto da obesità e sovrappeso, la dieta chetogena normoproteica si pone come una interessante alternativa ai percorsi terapeutici tradizionale.

Anche se al momento non è possibile prevedere una applicazione routinaria per il trattamento del sovrappeso, sicuramente è la terapia di prima scelta in tutti i quei casi in cui è richiesto un rapido calo ponderale per obesità grave e complicata, che aiuti alla riduzione del rischio di salute e motivazionale per il paziente. E’ importante somministrare questa terapia informando accuratamente i soggetti sui possibili effetti collaterali e richiede una conoscenza da parte del medico sulle modificazioni metaboliche indotte dalla dieta. Siccome è una terapia che impone di allontanarsi temporaneamente dalle principali indicazioni preventive, il medico curante deve farsi carico di accompagnare il paziente nel percorso riabilitativo nutrizionale, portandolo dal periodo chetosico ad un regime alimentare bilanciato, piacevole e preventivo.

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