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Diga sull’Adige? Cavarzere dice no

diganoDiga sull’Adige, anche il Consiglio comunale di Cavarzere approva un ordine del giorno contro il progetto. Nella seduta dello scorso 14 luglio, all’indomani dell’incontro pubblico organizzato lo scorso 8 luglio, anche l’amministrazione di Cavarzere ha dunque ribadito la propria contrarietà alla realizzazione di un impianto da 42 milioni di euro in località Rosta di Badia Polesine, al confine con la provincia di Verona e quella di Padova, per l’utilizzo della risorsa idrica finalizzato alla produzione di energia elettrica. “Siamo intenzionati ad intraprendere tutti i provvedimenti utili a bloccare tale progetto – spiega il sindaco Henri Tommasi – per evitare le ingenti conseguenze negative che l’opera avrebbe nei confronti dell’ambiente e degli abitanti non solo del territorio nel quale verrà realizzata la diga, ma anche nei confronti di tutti i comuni a valle del fiume, com’è nel nostro caso”.

“I tecnici, insieme all’ingegner Giancarlo Mantovani, che sono interventi all’incontro pubblico lo scorso 8 luglio – prosegue il primo cittadino – hanno illustrato chiaramente le ricadute negative che l’impianto avrebbe sul territorio”. Effetti che sono riportati anche nella motivazione all’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale. Innanzitutto la “riduzione considerevole del naturale trasporto solido fluviale – si legge nel documento – con ripercussioni sui naturali processi di ripascimento litoranei che saranno soggetti quindi ad un ulteriore aumento del fenomeno erosivo”.

Da non trascurare neanche il rischio dell’ “aumento della risalita del cuneo salino, fenomeno che già si verifica e per contrastare il quale è stato costruito uno sbarramento sul fiume Adige in località S. Anna di Chioggia” oltre alle conseguenti “modifiche ambientali e l’inaridimento dovuto alla salinizzazione dei terreni”. C’è da valutare infine “l’aumento delle difficoltà di approvvigionamento delle acque potabili nei periodi di magra del fiume e i maggiori costi per la potabilizzazione sia per l’uso maggiore di pompe di sollevamento sia nel caso di modifica dei carichi inquinanti e l’aumento dei costi di derivazione delle acque a scopi irrigui per l’agricoltura posti a valle della diga”.

Il sindaco Tommasi sottolinea l’impegno condiviso con gli altri comuni situati a valle e contesta l’iter che la ditta Lagarina Hydro srl di Limena – che avrebbe progettato di realizzare la diga – e l’ente pubblico competente avrebbero seguito mettendo i territori interessati di fronte al fatto compiuto. L’iter amministrativo – afferma Tommasi – è contestabile perché la ditta proponente e l’ente pubblico competente hanno depositato l’istanza e il progetto senza procedere ad indire preventivamente audizioni pubbliche – come previsto per legge – e senza avvisare tutti gli stakeolders, tra quali il Comune di Cavarzere, che attingono alle acque del fiume Adige a valle della diga di progetto”.

 

di
Ornella Jovane

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